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Lo Stato francese, che controlla il colosso energetico Edf all'84%, rimetterà la mano al portafogli. Ieri Bruno Le Maire, ministro dell'Economia, ha dato il via libera a una ricapitalizzazione dell'azienda: in tutto si tratta di 2,5 miliardi di euro. E di questi, 2,1 saranno assicurati dalle casse pubbliche. Ieri, comunque, alla Borsa di Parigi, l'azione Edf ha perso il 2,35%, scendendo a 8,14 euro (era a 11,27 solo sei mesi fa). Sì, perché 2,5 miliardi non basteranno a risolvere tutti i problemi del gruppo. Edf ha appena archiviato un 2021 in maniera più che accettabile. I conti annui sono stati presentati ieri: un fatturato di 84 miliardi (+22,4%) e un utile netto più che raddoppiato (4,7 miliardi). Resta però il problema strutturale di un debito elevato (43 miliardi), senza contare il ritardo accumulato nelle energie rinnovabili. In gennaio, lo Stato ha imposto a Edf di aumentare del 20% l'elettricità ricavata dal nucleare a bassi costi e venduta ai concorrenti, per frenare gli aumenti delle bollette. Al tempo stesso l'azienda ha già bloccato la produzione di cinque reattori. I due "incidenti" significano già un taglio dei ricavi previsto a fine anno di 19 miliardi. -- Leo. mar. © RIPRODUZIONE RISERVATA