Pavia-Milano, treni lumaca 173 ore di ritardo da gennaio
Silvio Puccio / paviaPiù di diecimila minuti da inizio anno. Tradotti in ore: 173. In giorni: quasi una settimana di ritardo già accumulata dai treni sulla linea S13, quella che collega Pavia a Milano. Sono i dati delle rilevazioni indipendenti dei pendolari. Trenord consideri in ritardo un treno che arriva in stazione dopo cinque minuti rispetto all'orario previsto. Ma anche in questo caso i minuti accumulati sono già più di 7 mila: circa cinque giorni, con oltre 809 treni in ritardo. Otto quelli soppressi dall'inizio del 2022 solo sulla Milano Pavia. L'impatto«Ritardi e soppressioni hanno un impatto diretto sulla vita delle persone che dipendono dal trasposto pubblico per spostarsi». Lo dice Franco Aggio, rappresentante per i viaggiatori alla Conferenza regionale per il trasporto pubblico. «Sono disagi che costringono i lavoratori a ricorrere ai permessi, e gli studenti alle giustificazioni, che si esauriscono in fretta. Al ritorno, i ritardi costringono i viaggiatori a dedicare meno tempo al riposo». Solo a gennaio, sono 18 lecorse che hanno fatto registrare un ritardo superiore ai 30 minuti, con picchi di sessanta in almeno tre casi. Ma non è l'unica linea che collega la provincia con Milano afflitta da disservizi. I giorni più duriSecondo i dati dei pendolari, sulla tratta D23 Stradella-Milano le soppressioni dal 2022 sono 75. «L'ultima è stata mercoledì - racconta Elena Fontana, del Coordinamento pendolari Pv - quando il treno ci ha lasciato a piedi a Pavia, con un taglio del percorso inaspettato. Il pullman sostitutivo è rimasto bloccato in autostrada a causa di un incidente. Come comitato, vediamo sempre più persone che abbandonano il treno preferendo l'auto. Io stessa, pur essendo abbonata al servizio, alterno mezzi pubblici e privati per non dipendere troppo dai ritardi. Al posto di adeguare il servizio alle esigenze dei viaggiatori, come gli studenti, sono i pendolari che devono adattarsi ai disservizi».Una direttrice, la D23, che da inizio anno ha totalizzato seimila minuti di ritardo complessivo: circa quattro giorni. I treni in ritardo sono più di 700.Dati analoghi si registrano anche in altre tratte della provincia. Sulla D25 Milano-Alessandria i treni cancellati sono 242, 690 quelli in ritardo. «L'ultima giusto giovedì» conclude Aggio, che alla rappresenta anche i pendolari che da Mortara si spostano a Milano e Alessandria (Mi.Mo.Al). «Sarei dovuto tornare a Mortara col treno delle 20.42, ma è stato soppresso e ho dovuto ripiegare su quello dell'ora successiva. Ha viaggiato più affollato del solito, perché ha raccolto i passeggeri rimasti in stazione dalla soppressione precedente. La giornata, per me, si è conclusa alle 23». --