uno sviluppo condiviso ateneo e cittÀ a braccetto

La buona riuscita di molti progetti dipende dalla chiarezza degli obiettivi. Credo che ciò faccia parte della normale esperienza di vita di ciascuno di noi. Da anni poi è stato dimostrato che le imprese che realizzano una crescita durevole sono quelle che non si limitano alla ricerca di profitti nel breve periodo, ma che perseguono finalità strategiche di ampio respiro. La stessa cosa vale per ogni organizzazione e per le stesse istituzioni. Si può dire dunque che, per un successo non effimero, sia necessaria la visione del futuro che si vuole contribuire a costruire. La novità è che finalmente abbiamo tutti capito che una visione per essere efficace deve essere voluta e agita dai vari soggetti che ne sono coinvolti. Il singolo campione può essere utile, ma chi vince è sempre la squadra. I vari ruoli, pure nella loro diversità, devono potersi ritrovare e condividere il senso di un agire comune. Questo è anche il messaggio più importante del PNRR dove si intende favorire la formazione di alleanze e reti in modo da dare robustezza ai vari interventi. In quest'ottica, le strategie delle università richiedono un coinvolgimento attivo delle comunità in cui operano: la politica, l'economia, la cultura del territorio, ma anche l'intera cittadinanza, sono indispensabili per la creazione di un valore che non può essere che condiviso. È con questo spirito che l'Università di Pavia, in continuità con la sua forte tradizione, ha imboccato con convinzione un percorso di rinnovamento che vuole essere anche a beneficio dell'intera città. La parte più visibile riguarda interventi sugli edifici universitari che, per il loro elevato impatto, contribuiranno alla rigenerazione di ampi spazi urbani. In pochissimi anni praticamente tutte le strutture dell'ateneo verranno riqualificate: dai poli di San Tommaso e San Felice al palazzo Botta, dall'edificio ex-Mondino al palazzo centrale in Strada Nuova, dal nuovo Campus della Salute agli istituti scientifici di via Taramelli in area Cravino. Verrà poi costruito il parco Cardano che, oltre ad ospitare un centro di ricerca, avrà una infrastruttura per accogliere imprese. Si tratta di interventi per un ammontare economico complessivo di ben oltre 100 milioni di euro.Ma la rinnovata relazione con la società deve passare anche attraverso un rinnovamento dei percorsi formativi in modo da incontrare le nuove domande di professionalità. Pertanto proponiamo una offerta che segue le esigenze di un mondo che cambia, pur tenendoci lontano da tendenze di moda di breve durata. In tale prospettiva, il prossimo anno accademico avremo ben sette nuovi corsi di laurea: dalle "Tecnologie digitali per le costruzioni" all'"Ingegneria di materiali avanzati", dal "Diritto della sicurezza" alla "Finanza", dall'"Agri-food" a "Benessere e invecchiamento" e alle "Lingue europee".In particolare, la nuova laurea in "Agri-food", dedicata alle scienze eno-gastronomiche, colma una lacuna nei confronti di un territorio a forte caratterizzazione agricola. Si tratta di alcuni esempi. Ne potrei citare altri nella stessa direzione, sviluppati negli ultimi due anni: dal corso di laurea in Intelligenza artificiale al Master Meet che trasferisce competenze tecnologiche agli studenti di Medicina. In questo quadro, è chiaro l'auspicio di un incremento di studenti da accogliere in ottica inclusiva con uno spirito molto aperto. Non si tratta solo di pensare a nuove residenze, ma di rafforzare le caratteristiche di Pavia come una città in cui gli studenti possano vedere la meta dei propri sogni: di formazione, di crescita, di socialità e divertimento. Questo significa una città che gareggia per raggiungere i migliori standard delle università-campus europee, capace di offrirsi a misura di giovane garantendo spazi di aggregazione e una forte impronta di sostenibilità ambientale. Ma anche la nuova imprenditoria ad alto contenuto di innovazione è attratta da una Pavia accogliente, praticabile e vitale. Questa è una strategia di sviluppo fondata su basi forti che sono già presenti, ma che rischiano di deteriorarsi in un posizionamento geopolitico altamente competitivo.Perché questa visione possa essere realizzata, è importante che sia ampiamente condivisa da tutta la società pavese, dalle sue articolazioni e dall'intera cittadinanza. In tale prospettiva, questa mia riflessione vuole avviare una discussione aperta alla più estesa partecipazione. --