Borsa di attrezzi a casa Pasetti forse è stata lasciata da Gigi Bici

Maria Fiore / PAVIADall'indagine sul delitto di Luigi Criscuolo emergono altri particolari. Nel corso di una delle due ispezioni eseguite nella tenuta di Barbara Pasetti, unica indagata per l'omicidio, a Calignano, è stata trovata anche una borsa degli attrezzi. All'interno arnesi da lavoro che potrebbero appartenere alla vittima, che li utilizzava per le riparazioni delle biciclette. Una cassetta di questo tipo, con all'interno chiavi inglesi e pinze, la vittima la teneva nella sua automobile, la Polo bianca. «Ce l'aveva nel bagagliaio, sempre a portata di mano», conferma la figlia, Katia Criscuolo. Quando la macchina è stata ritrovata, nel boschetto a Calignano, però, la valigetta non c'era. Il suo ritrovamento nel casale dei Pasetti confermerebbe che Criscuolo è stato lì, nella tenuta, prima di essere ucciso, o che qualcuno ce l'abbia portata. Ieri mattina, sul fronte dell'inchiesta, in procura a Pavia è stato assegnato l'incarico a un perito informatico che dovrà esaminare il cellulare della vittima e gli eventuali filmati registrati dall'impianto di videosorveglianza della casa. le scoperte durante le perquisizioniLa tenuta di Calignano è stata perquisita due volte dagli agenti della mobile e della scientifica. La prima ispezione risale al 20 gennaio, giorno dell'arresto di Barbara Pasetti, in carcere con le accuse di tentata estorsione, omicidio e occultamento di cadavere in concorso con altre persone, ancora ignote. L'immobile era stato setacciato da cima a fondo, ma solo nel secondo sopralluogo, eseguito martedì mattina, il primo febbraio, è spuntato un reperto in grado di dare una possibile svolta alle indagini. Gli agenti hanno trovato, in un'ala dell'edificio, una pistola di piccolo calibro, con matricola cancellata, che potrebbe essere compatibile con il proiettile che ha ucciso Gigi Bici, freddato da un colpo alla tempia destra, esploso contro lui già la mattina di lunedì 8 novembre, il giorno in cui era scomparso. La pistola è ancora all'esame della polizia scientifica. perizia sulle telecamere L'altro accertamento riguarda l'esame del telefonino dell'indagata e delle telecamere installate nel casale di Calignano. I sostituti procuratori Andrea Zanoncelli e Valentina Terrile, titolari dell'inchiesta, hanno disposto un accertamento irripetibile, che sarà svolto dall'ingegnere informatico Antonio Barili. Ieri mattina, in procura, per l'assegnazione dell'incarico, erano presenti gli avvocati Irene Valentina Anrò, che difende l'indagata, Yuri Lissandrin, che rappresenta gli interessi dei tre figli della vittima, Katia, Rosalia e Umberto Criscuolo, e l'avvocato Alessandro Bozzi, nominato dall'altra figlia, Stefania, e dalla compagna della vittima, Valeriya Alyeksyeyeva. Il perito avrà il compito di esaminare la copia forense del telefonino dell'indagata, da cui nel mese di novembre sarebbero state fatte diverse chiamate ritenute utili per le indagini. Da questo stesso cellulare la donna avrebbe scattato foto del cadavere ancora prima del ritrovamento del corpo della vittima, il pomeriggio del 20 dicembre. Ma sarà esaminato anche il dispositivo di registrazione delle immagini delle telecamere della tenuta di Calignano. Pasetti, subito dopo il ritrovamento del corpo fuori dal cancello della sua proprietà, aveva detto agli investigatori che le telecamere consentivano solo la visualizzazione ma non la registrazione. L'accertamento ora dovrà confermare questa circostanza. --