"Solo Pietro", debutto con il botto con i singoli Maschere e Sipario
Ha vent'anni e frequenta il secondo anno di canto pop rock al Cpm Music Institute di Milano dopo aver concluso il liceo musicale Cairoli. Il pavese Pietro Bombardelli (in arte Solo Pietro) sta "spaccando" - come si dice oggi nel linguaggio giovanile - con il suo secondo singolo che dallo scorso 28 gennaio si trova su tutte le piattaforme musicali digitali, inciso per la Uma Records e distribuito dalla Sony Music Italy. Si intitola "Sipario" ed è un brano dedicato a chi vuole ricominciare. Pochissimi giorni e già 1500 streams su Spotify, seguiti da un gran numero di visualizzazioni anche del videoclip uscito il 2 febbraio. Il 3 dicembre era uscito anche il primo singolo di Pietro, "Maschere": un esordio positivo con passaggi in molte radio famose, tra cui Radiofreccia e Radio Delta. Pietro, in pochi mesi la tua vita sta cambiando grazie a una passione per la musica che ti anima fin da bambino... «Sì, sono davvero molto contento. Tutto infatti è partito lo scorso settembre, quando ho iniziato a pubblicare i miei inediti con l'etichetta Uma Records e sono arrivato in poco tempo sul palco di "Estate Sforzesca" nella piazza del Castello Sforzesco di Milano. È iniziato così un nuovo percorso di crescita musicale».Prima "Maschere" e adesso "Sipario": accompagnandoti col pianoforte racconti tanto di te, delle emozioni che vivi... «È vero. "Sipario" è una riflessione, un dialogo con me stesso, in cui mi cerco e mi dico tutto senza mezzi termini. Scrivere questa canzone mi ha permesso di togliere un grande peso e di sfogare tutta la rabbia e tutte le cose che non volevo ammettere a me stesso. "Maschere" descrive il disagio e le difficoltà di un'intera generazione che tenta di comprendere le dinamiche di una società in cui ogni individuo deve mostrarsi per ciò che non è. Una necessità costante di mascherarci dalla quale si può sfuggire soltanto tramite l'accettazione e l'affetto reciproco». Che cosa rappresenta la musica per te? «La musica mi ha dato tutto. Da quando sono bambino mi accompagna in qualsiasi momento della mia vita, felice o triste che sia. Così ho deciso di conoscerla meglio, fino a trasformare la mia vita in questo». Prossimi passi? «Ho varie date in teatro, con altri musicisti, per uno spettacolo dedicato ai Pink Floyd. E poi è imminente la pubblicazione del mio primo EP, che comprende altre quattro canzoni, che avranno sonorità differenti rispetto a quelle dei due singoli già usciti». Essere un cantante di professione è dunque il tuo sogno da realizzare? «Direi di sì. Anche se sarei comunque contento di lavorare a qualsiasi livello nel mondo della musica, come autore, arrangiatore, produttore. E forse la vera ambizione sarebbe quella di aprire un giorno un'etichetta discografica per dare spazio ai giovani». Ti piacerebbe salire sul palco di Sanremo? Stai seguendo questa edizione? «Penso che sia il sogno di tutti, salire su quel palco sarebbe un grandissimo onore». --Daniela Scherrer