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PaviaAlla risicoltura italiana arriveranno circa 77 milioni di euro. La cifra è stata inserita nel Piano strategico nazionale (Psn) approvato dal ministero delle Politiche agricole e inviato per l'approvazione a Bruxelles in vista dell'inserimento nella Politica agricola comune 2023-27. Gli scenariIl futuro del settore risicolo, di cui Pavia e la Lomellina sono le punte di diamante in Europa con una media annua di 80mila ettari, è illustrato dall'Ente nazionale risi. Nel Psn il ministero rileva che, nel periodo 2015-2019, si è registrata un'elevata volatilità dei prezzi all'origine del risone e dei prezzi dei mezzi correnti di produzione: inoltre, le importazioni di riso da alcuni Paesi asiatici, come accaduto nel periodo 2016-2018, potrebbero rappresentare nuovamente una minaccia essendo venuta meno la clausola di salvaguardia. «Con tali motivazioni - spiega l'agronomo Simone Silvestri - il ministero ritiene che il sostegno al reddito attraverso i pagamenti diretti sia uno degli strumenti per assicurare una remunerazione adeguata al settore del riso in considerazione della fluttuazione dei ricavi aziendali, che in alcune annate impatta sulla redditività. Così al riso sarà destinato un finanziamento di circa 77 milioni, con l'obiettivo di aiutare le aziende: il sostegno accoppiato al reddito, infatti, è uno strumento concesso per far fronte alle difficoltà di un settore incentivandone competitività, qualità e sostenibilità ambientale e sociale».Tale importo garantirebbe, sulla base delle attuali superfici di riso (227mila ettari), un contributo a ettaro pari a circa 340 euro rispetto ai 145 euro percepiti dai risicoltori dalla campagna 2019. Nel Psn, poi, viene citata l'importanza della coltivazione del riso dal punto di vista ambientale in quanto responsabile della creazione di un agro-ecosistema costituito da risaie, canali, fossi e fontanili, che preserva il mantenimento dell'acqua nella stagione estiva costituendo il naturale rifugio per l'avifauna, destinata, diversamente, a migrare in altri ambienti. La sua grande varietà e ricchezza di forme viventi contribuiscono alla salvaguardia della biodiversità. «Inoltre - prosegue Silvestri - si sottolinea come la sommersione delle risaie consentirebbe l'innalzamento delle falde determinando la possibilità di irrigare anche in periodi di scarsa piovosità. La risicoltura favorisce la gestione delle acque consentendo di regolare quelle in eccesso durante gli eventi meteo, oltre a consentire il mantenimento delle infrastrutture idrauliche». Proprio per l'importante valenza ambientale della risicoltura, nel Psn è stato stanziato un finanziamento quinquennale di 49 milioni di euro come sostegno aggiuntivo al reddito specifico per la risaia basato sull'adesione volontaria alle misure agro-climatiche-ambientali nell'ambito dello sviluppo rurale. L'intervento prevede due azioni: semina in acqua del riso, per garantire un periodo di sommersione più lungo favorevole alla biodiversità dell'avifauna; realizzazione di un fosso di specifiche dimensioni all'interno della camera di risaia per garantire il mantenimento, durante il ciclo colturale del riso, di una riserva d'acqua tale da consentire agli organismi acquatici di sopravvivere anche durante le asciutte e di ripopolare le camere di risaia nelle successive fasi di allagamento. Da ultimo, i risicoltori potranno usufruire di misure di sostegno legate all'appropriato utilizzo dell'azoto, con rafforzamento della tutela della qualità delle risorse idriche superficiali e profonde mitigando al contempo le emissioni potenzialmente originate dalle attività di fertilizzazione. --Umberto De Agostino