Omicidio Gigi Bici, Pasetti resta in cella «Ci sono gravi indizi di colpevolezza»
Maria Fiore / PAVIA«Non ha fornito nessun chiarimento» e restano intatti «i gravi indizi di colpevolezza» che avevano portato al suo arresto. Barbara Pasetti, la fisioterapista di 40 anni di Calignano arrestata con l'accusa di avere avuto un ruolo nel delitto del commerciante di bici Luigi Criscuolo, rimane in carcere. Il gip Luigi Riganti ha sciolto ieri mattina la riserva sulla richiesta presentata dalla legale della donna, l'avvocata Irene Valentina Anrò, che aveva presentato domanda per la concessione degli arresti domiciliari per la sua assistita, accusata di tentata estorsione e indagata anche per omicidio e occultamento di cadavere in concorso con altre persone, per il momento ignote. Per il giudice il quadro delle accuse non è cambiato. Nemmeno dopo l'interrogatorio, durato due ore, a cui la donna si era sottoposta. Pasetti, rispondendo alle domande del gip, non avrebbe fornito, secondo le motivazioni del giudice (ma ha dato parere negativo anche il pubblico ministero Andrea Zanoncelli), alcun nuovo elemento in grado di scagionarla ma soprattutto le sue risposte non hanno permesso di chiarire diverse circostanze. E sarebbero anzi inverosimili e in contrasto con la ricostruzione emersa dalle indagini. il rapporto con la vittima Pasetti davanti al giudice ha fornito una versione dei fatti che non si discosta da quanto aveva già detto agli investigatori il 21 dicembre, subito dopo il ritrovamento del corpo di Criscuolo, conosciuto a Pavia come Gigi Bici per il negozio di biciclette da lui gestito per anni, scomparso l'8 novembre. Davanti al giudice la donna di Calignano ha ribadito che non conosceva la vittima e di avere saputo della sua storia solo dai giornali.A contraddirla, in relazione al rapporto con Criscuolo, ci sono però diverse testimonianze, a cominciare da quelle dei parenti dell'uomo, che hanno detto agli inquirenti di essere a conoscenza di un rapporto di amicizia tra il loro familiare e la donna già prima dell'estate dello scorso anno. Anche il carrozziere di San Genesio, Lorenzo Destro, ha raccontato di essere stato proprio lui a mettere in contatto la donna, sua cliente in officina, con l'amico Criscuolo, che si era offerto di darle una mano con l'ex marito, a detta della Pasetti un uomo violento e che la maltrattava. Una storia che non avrebbe trovato riscontro, però, dagli accertamenti della squadra mobile. Al carrozziere la donna era sembrata «non del tutto nel pieno delle sue facoltà mentali». «ero solo un messaggero»Contro l'indagata ci sono anche diverse intercettazioni e appostamenti. Secondo la ricostruzione della procura, sarebbe stata lei l'autrice delle lettere anonime, scritte in un italiano stentato per cercare di indirizzare le indagini su una banda di rapitori dell'Est Europa (secondo gli investigatori inesistente) e fatte trovare ai famigliari di Criscuolo in una cabina telefonica e in una chiesa.Ai parenti, attraverso queste lettere, sono arrivate il primo e il 5 dicembre due richieste di riscatto da 390mila euro. Davanti al giudice, Barbara Pasetti ha ribadito di essere stata solo il tramite di una banda di slavi che l'avrebbe utilizzata come messaggero per i familiari della vittima. La stessa versione data a Ramon Cristian Pisciotta, un amico di Criscuolo che la donna aveva contattato nei giorni della scomparsa per spingerlo a farsi a sua volta tramite delle richieste di denaro ai familiari. Tuttavia nelle risposte al giudice, Pasetti non ha saputo fornire nomi né indizi tali da portare gli investigatori ad accertare l'esistenza della banda criminale. Per il gip c'è ancora il rischio che la donna, se lasciata libera o ai domiciliari, possa inquinare le prove. --