Pedale Pavese a fine corsa «Costi ormai insostenibili siamo costretti a chiudere»
la crisiEra il 1920 quando a Pavia nasceva la S.C. Pedale Pavese e aveva inizio un'avventura sportiva che sarebbe durata 101 anni. Ora la sua storia gloriosa, fatta di oltre trecento vittorie, con quasi mille atleti che, ai vari livelli (dai giovanissimi ai dilettanti), hanno vestito la casacca biancorossa, è finita. Il gruppo dirigente uscente, con alla testa il presidente Marco Rossi, ha infatti deciso di chiudere i battenti definitivamente e, dopo aver rinunciato a iscriversi alla Fci, ha chiuso la partita Iva sollevandosi da ogni impegno organizzativo e agonistico. «Il Pedale Pavese - dice il segretario Gianfranco Benzi - non esiste più. Troppe difficoltà nel gestire i costi di un team seppure giovanile e nel garantirci un indispensabile aiuto da sponsor e sostenitori. A tutto questo va aggiunto il problema di un ricambio dirigenziale che non è stato possibile garantire. La decisione è stata molto sofferta ma inevitabile». «Abbiamo deciso tutti insieme, da buoni fratelli come siamo sempre stati, di liquidare la società - continua Benzi - pur senza rinnegare il grande lavoro svolto da noi e dai nostri predecessori per la promozione del ciclismo tra i giovani». Rammaricato anche Marco Casali, storico direttore di corsa e consigliere della società: «Rinunciamo nostro malgrado a quanto di più caro avevamo a cuore: lavorare con i ragazzi pavesi come abbiamo saputo fare per oltre un secolo. Spiace ammetterlo ma è venuto meno l'aiuto di enti e aziende nonostante l'impegno nel reperire fondi e giovani promesse per affrontare nuove stagioni agonistiche. Gli allievi che avevamo in forza hanno trovato altre collocazioni. Ma a Pavia così viene a mancare il serbatoio del ciclismo futuro». Centouno anni di ciclismo attivo, al seguito di un migliaio di corridori di quattro generazioni, non si cancellano con un colpo di spugna. Restano i ricordi. Tra i suoi atleti più illustri l'azzurro di ciclocross Dante Signorini (quattro volte ai mondiali), l'ex professionista Angelo Barbieri (militò anche nella Cite), lo stradista plurivittorioso Vittorio Necchi, il dilettante Mauro Ricciutelli che finì la carriera proprio al Pedale, il promettente Luca Poggi campione lombardo esordienti nel 2017. Tanti nomi e molte corse organizzate tra cui la Pavia-Brallo, la Pavia-Lirio, la Notturna di Pavia. Ora è arrivata da Roma la notizia che il Coni ha attribuito al Pedale Pavese la "Stella d'Oro al Merito Sportivo". Gianni Deantoni, presidente della Fci pavese: «Un meritato riconoscimento dal Coni per i 101 anni di attività che coincide purtroppo con lo scioglimento del Pedale, una grave perdita per tutto il ciclismo lombardo». -- PAOLO CALVI