Enoc: «Cari No vax, venite qui a vedere quello che vi aspetta»

l'intervistaFrancesco RigatelliMariella Enoc è la risanatrice voluta da Papa Francesco alla presidenza dell'Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. Prima ha fatto lo stesso al Cottolengo di Torino e al Valduce di Como. Per lei gli ospedali «sono come delle scatole da far funzionare bene per facilitare i medici e gli infermieri che ci lavorano dentro». Per questo soffre «i comportamenti di chi non si vaccina o rifiuta le cure mettendo in discussione il bene comune».Qual è il suo appello?«I vaccini sono come un giubbotto antiproiettile: una pallottola può scappare, ma non prende il cuore. Chi vive in ospedale sa che i non vaccinati vanno incontro a problemi di gran lunga superiori, anche i bambini».È vero che è disponibile a un tour per i No vax?«Vorrei che vedessero quel che vivo io. Al Bambin Gesù o al Valduce gli mostriamo i reparti pieni, gli operatori sanitari allo stremo e gli prestiamo il casco di ventilazione così si preparano a quello che li aspetta».Come spiega certi livelli di negazione della situazione?«Purtroppo negli anni ho visto casi di fanatismo che portano alla morte. Fa parte dell'auto-annientamento di cui sono tristemente capaci gli esseri umani. Succede anche agli intellettuali e non solo a persone modeste. Si nega la scienza, l'esperienza, la realtà raccontata dai giornali e si sospettano complotti ovunque. Come se non sapessimo che le case farmaceutiche cercano utili, ma salvano anche milioni di vite».Cosa succede al Bambin Gesù che dovrebbero sapere tutti?«Da un lato si fa ricerca, sequenziando Delta e Omicron per studiarne le differenze e confrontarle con altre varianti, dall'altro si accolgono i malati pediatrici, purtroppo in grave aumento: sono 50 i bambini ricoverati per Covid, di cui 4 in terapia intensiva. Il massimo della capienza è 60, si spera nelle dimissioni, ma il pronto soccorso è pieno e molti vengono curati da casa».Colpa di Omicron?«La deduzione è che Omicron o la coda di Delta stiano arrivando anche ai bambini. Ci sono troppi genitori non vaccinati o che non proteggono i figli».Lei ne ha convinto qualcuno?«Qualche adulto a Roma mi ha detto: mi vaccino solo se posso venire al Bambin Gesù e lo abbiamo accolto. C'è tanta paura immotivata in giro con cui serve dolcezza. E qualche irresponsabile che merita durezza». Il Papa l'ha definita una leonessa per questo, è così?«Forse perché volevo fare il medico in Africa, ma sono finita a gestire ospedali con la stessa motivazione di aiutare gli altri. Al Bambin Gesù non si pensa agli utili, ma al pareggio di bilancio e agli investimenti in ricerca, medici capaci e terapie aggiornate. È sempre stata una struttura di primo ordine, avevo solo subito lo scandalo dei soldi usati per l'attico del Cardinal Bertone. Serviva un po' di rigore calvinista e io ho potuto tirare dritto grazie all'appoggio del Papa».Questa battuta calvinista l'ha fatta anche a Francesco?«L'ultima volta l'ho ringraziato perché mi dà dei compiti negli ultimi anni della mia vita. Lui mi ha sorriso e mi ha chiesto: Vuole forse morire? Con lui la battuta sana tutto».Ora è proprio la tenuta degli ospedali a essere in discussione. Richiederà ulteriori chiusure?«Per ora stanno tenendo, anche con situazioni impreviste, perché la prima ondata ci ha portati a migliorare l'organizzazione».E terranno fino a fine mese?«La speranza è di sì, ma vedo alcune regioni in difficoltà, come Campania e Sicilia che hanno le file di ambulanze per i ricoveri».In questo quadro il governo Draghi fa bene tenere le scuole aperte?«È una scommessa, ma va appoggiata perché non ci sono mai stati tanti giovani depressi come dopo la Dad. Abbiamo superato i cento ragazzi che hanno tentato il suicidio e qualcuno c'è riuscito. Al Bambin Gesù apriremo un centro per le anoressie».Se non si fermano le scuole dove si potrebbe agire nell'emergenza?«Sui mezzi pubblici o sui centri commerciali, dove si creano assembramenti. Non me ne voglia poi il presidente della Federcalcio Gravina, ma tra andare a scuola e a vedere la partita c'è una priorità». Terze dosi e obbligo over 50 basteranno a fermare Omicron?«Lo scopriremo presto. Il lockdown risolverebbe tutto, ma il Paese non se lo può permettere. I vaccini garantiscono che chi si contagia non muoia. Non è poco, ed è la ragione dell'obbligo per le età più a rischio». --© RIPRODUZIONE RISERVATA