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Il 2022, per chi non è vaccinato contro il Covid, si prospetta ancora più complicato a livello di "agibilità sociale". Per quanto riguarda la quarantena, in caso di contatto con un positivo, non cambia nulla: dovranno continuare a osservare i loro 10 giorni di isolamento con obbligo di tampone negativo alla fine (o 14 giorni a casa senza obbligo di tampone). Ma l'ampliamento del super Green Pass, deciso ieri dal governo, dal 10 gennaio li costringerà a rinunciare ad altri pezzi della loro vita: come mangiare al ristorante, dove non potranno più sedersi nemmeno all'aperto, o andare a sciare (senza vaccino non si sale su funivie e seggiovie), o anche solo prendere un autobus o la metropolitana per andare a lavoro. Perché in ufficio o in fabbrica, almeno per ora, possono continuare a entrare anche con il Green pass base e, quindi, con un semplice tampone negativo. Anche se la discussione in consiglio dei ministri, sulla possibilità di allargare a tutti i lavoratori l'obbligo di essere vaccinati o guariti da non più di 6 mesi, pare sia stata solo rinviata. Nel nuovo anno, quindi, chi per tutto il 2021 ha ostinatamente rifiutato di scoprire il braccio davanti alla siringa rischia di poter fare ben poco. Lavorare, appunto, almeno finché l'ala rigorista del governo non avrà il sopravvento. Fare la spesa al supermercato o girare per negozi, dove non viene chiesto nessun certificato. Praticare sport all'aperto (ma senza fare la doccia negli spogliatoi comuni). Stop. Quasi un lockdown mascherato. O, se preferite, un obbligo vaccinale. Che non c'è, ma si vede. --© RIPRODUZIONE RISERVATA