Davanti alle scuole le strisce pedonali sono ormai invisibili
VOGHERADa almeno un anno preoccupa gli utenti della strada, ma per ora dall'amministrazione comunale arrivano solo interventi sporadici. Il fenomeno delle strisce pedonali cancellate peggiora di giorno in giorno e diventa un caso a Voghera, dove diversi punti della città presentano zebrature ormai quasi invisibili. Dalla zona della stazione ferroviaria, a quelle dei negozi del centro storico , ma anche in corrispondenza delle scuole, l'elenco dei luoghi a rischio è lungo. Pochissimi gli interventi di rifacimento (nei mesi scorsi era stata rifatta la zebratura lungo la strada davanti all'ospedale cittadino), mentre pedoni e automobilisti aspettano sempre che si dia il via a una campagna di manutenzione estesa a tutto il tessuto urbano. Uno dei casi più eclatanti riguardanti il fenomeno delle strisce fantasma, quello di via Verdi, esattamente davanti alla caserma dei carabinieri. In un punto dove si trova uno dei servizi essenziali della città (e quindi non mancano le persone che transitano) le strisce sono quasi totalmente sbiadite, tanto da risultare quasi impossibili da individuare. Dato che in questo caso manca pure un passaggio pedonale protetto, la situazione si presenta come particolarmente preoccupante. I rischi per i pedoni sono evidenti, vogheresi ma ci sono contesti ancora più preoccupanti di degrado della segnaletica orizzontale.E' il caso di quanto si vede lungo via XX settembre in cui le zebrature cancellate sono davvero numerose, Il tutto anche davanti alla scuola dell'istituto comprensivo Dante, dove ogni giorno attraversano la strada centinaia di bambini con i loro genitori. L'attraversamento pedonale è "vitale" di fronte a una scuola per invitare gli automobilisti a prestare la massima attenzione mentre sono alla guida in questi tratti delicati della viabilità urbana. L'augurio è che la prossima primavera, come viene fatto rilevare da più parti, sia finalmente l'occasione per rimediare con la definitiva manutenzione delle strisce. --Al.Alf.