Truffa da 30 milioni con le fatture false indagato imprenditore dell'antinfortunistica
Adriano Agatti / vigevanoFrode fiscale da trenta milioni di euro scoperta dalla Guardia di finanza di Varese. Tra le settanta società coinvolte c'è anche un'azienda vigevanese che si occupa di antinfortunistica. Le Fiamme gialle hanno perquisito le due sedi dell'azienda: il titolare è stato denunciato.arrestate tre personeTre persone sono state arrestate in provincia di Varese. La società vigevanese, sempre secondo l'accusa, riceveva e pagava fatture per operazioni inesistenti. In questo modo, aumentando i costi, otteneva sconti fiscali, mentre il denaro utilizzato per i pagamenti veniva «rimborsato» in contanti dietro la corresponsione di una provvigione che andava dal cinque all'otto per cento dell'imponibile indicato in fattura. Ed è proprio il contante al centro delle operazioni illecite: probabilmente veniva impiegato in pagamenti in nero. Su questo aspetto sono ancora in corso indagini della Guardia di finanza.Le società "cartiere", tipologia peculiare nell'articolato mondo delle imprese, emettono fatture per operazioni inesistenti e si caratterizzano per una movimentazione bancaria molto rilevante: entrate relative al pagamento di fatture e uscite proporzionali corrispondenti a ripetuti prelievi.perquisite settanta aziendeNell'operazione della Guardia di finanza di Varese sono settanta le aziende sotto indagine che, dal 2017 al 2021, hanno beneficiato complessivamente di 30 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti oltre all'Iva indebitamente detratta per un importo di circa 4 milioni di euro.Nel corso dell'esecuzione dei provvedimenti, le Fiamme gialle hanno perquisito abitazioni e aziende con il supporto di tre unità cinofile antivaluta (cash-dog) e con l'ausilio di scanner di ultima generazione al fine di rilevare la presenza di denaro contante appositamente occultato nei luoghi nella disponibilità dei tre soggetti arrestati. Durante queste operazioni di ricerca delle banconote sono state trovate oltre quaranta carte di credito usate per ritirare il contante e, nascosti in un'intercapedine, 260mila euro in contanti, insieme ad orologi di pregio Rolex e Cartier. Senza l'intervento dei cani antivaluta difficilmente il denaro sarebbe stato recuperato perché era nascosto in modo perfetto all'interno di un gradino di una scala. Il vorticoso giro di fatture false consentiva alle società coinvolte di conseguire ingenti risparmi di natura fiscale deducendo i costi e anche detraendo Iva a credito. L'operazione è scattata martedì mattina e le perquisizioni sono scattate contemporaneamente in diverse province italiane: Varese, Milano, Brescia, Como, Monza, Lodi, Pavia, Novara, Treviso e Agrigento. --© RIPRODUZIONE RISERVATA