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Paolo Baroni / ROMAIl ministro dell'Economia Daniele Franco conferma i 3, 8 miliardi destinati al taglio delle bollette. Lo sconto previsto dal decreto varato la scorsa settimana verrà inserito sotto forma di emendamento nella legge di bilancio in discussione al Senato. Un altro emendamento che sarà trasmesso sempre oggi dal Mef alla Commissione Bilancio di palazzo Madama riguarderà il taglio di Irpef, Irap e dei contributi per i redditi sotto il 35 mila euro. Ieri durante il Consiglio dei ministri il titolare del Mef ha spiegato in dettaglio come verrà utilizzato il «tesoretto» messo da parte in queste settimane: i 2 miliardi di fondi già stanziati con la legge di bilancio, e poi aumentati prima di 500 milioni grazie ai risparmi della riforma sull'Irpef relativi al primo anno di revisione di scaloni ed aliquote, e quindi con la manovra che ha anticipato sul bilancio di quest'anno 3, 3 di spese previste per il 2022 da cui il governo ha attinto un altro miliardo e 300 milioni. Il pacchetto degli scontiGrazie a questo maxifondo il governo ha deciso di intervenire su una pluralità di voci replicando le misure già adottate a fine settembre per calmierare gli aumenti che sarebbero scattati dal primo ottobre. In dettaglio: 1, 8 miliardi di euro serviranno ad annullare gli oneri generali di sistema per le utenze elettriche fino a 16kwh, 600 milioni andranno ad abbassare l'aliquota Iva per il gas al 5% e sempre per il gas si prevede di azzerare gli oneri di sistema per tutti. Infine altri 900 milioni di euro serviranno ad annullare completamente gli aumenti per le famiglie con un Isee inferiore a 8. 000 euro e per i nuclei svantaggiati. In assenza di interventi, secondo le stime di Nomisma energia, dal primo gennaio le bollette del gas sarebbero aumentate del 50% e quelle della luce tra il 17 ed il 24%. Grazie a questi nuovi sconti il gas dovrebbe rincarare del 35% e la luce del 15, con un aggravio medio di 800 euro a famiglia in ragione d'anno. Comunque un salasso. Anche per questo il governo sta anche valutando la possibilità di introdurre forme di rateizzazione in particolare a favore delle imprese in modo da dare sostegno alle aziende in difficoltà per i rincari senza però che questo intervento si configuri come aiuti d'impresa. «Ci sentiamo presi in giro. Ci avevano illuso che ci sarebbe stato uno stanziamento maggiore e invece siano ancora fermi a 3,8 miliardi. Ne servono molti di più» ha commentato il responsabile del settore energia dell'Unione nazionale consumatori, Marco Vignola. «Il Governo deve capire che i consumi del gas del prossimo trimestre saranno molto maggiori rispetto a quelli in corso e che anche se fossero azzerati i rincari del prossimo trimestre continueremmo comunque a pagare quelli record scattati il 1° ottobre che stanno già mandando in tilt i bilanci di troppe famiglie e imprese». Scuola e salva-ComuniCon gli emendamenti del governo a partire da oggi in Commissione bilancio inizia il lavoro vero. Le votazioni proseguiranno sino a domenica per approdare in aula al più tardi martedì 21 e consentire di votare tra il 27 ed il 30 dicembre. Già ieri sono stati fissati alcune novità: si è deciso di destinare 200 milioni di euro a favore della scuola (per confermare gli organici degli Ata rafforzati per l'emergenza Covid, gli aumenti di stipendio degli insegnanti e la copertura del sostegno psicologico degli studenti), verranno stabilizzati oltre 4700 magistrati onorari attualmente in servizio ed è stata confermata la norma salva-comuni che attribuirà un contributo straordinario pluriennale ad alcune città metropolitane che versano in pre-dissesto come Napoli, Torino, Reggio Calabria e Palermo. In cambio saranno chiesto loro impegni su fiscalità, riscossione, patrimonio e personale. Cartelle, l'altolà del PdAlla Commissione bilancio continua a tenere banco anche la questione di un ulteriore slittamento dei pagamenti delle cartelle esattoriali scadute ieri (rottamazione ter e saldo e stralcio). Lega e Forza Italia insistono per concedere altro tempo a famiglie ed imprese in difficoltà. Dal Pd però è arrivato un altolà: «Se si riapre l'accordo sul fisco sui tempi di pagamento sulle cartelle si riapre su tutto e per tutti -avverte il vicecapogruppo Alan Ferrari -. Ed il Pd vedrà cosa fare con sub emendamenti all'emendamento del governo sull'Irpef». Nel mirino, in particolare, c'è l'idea di ripristinare il taglio degli sconti Irpef sopra i 75 mila euro proposto nei giorni scorsi da Draghi e respinto da Forza Italia, Lega e Italia Viva. © RIPRODUZIONE RISERVATA