Lavori in corso al Cagnoni chiuso anche il "ridotto"
VIGEVANOImpossibile usare anche il ridotto del teatro Cagnoni. Lo ha spiegato Andrea Sala, assessore alla Cultura, durante il consiglio comunale di lunedì rispondendo all'interrogazione presentata dal Polo Laico, con la quale si chiedeva come mai la Cooperativa Sociale Teatroincontro, attiva in città dal 1990 e considerata un'eccellenza nell'ambito del teatro sociale, stia proponendo nel teatro Giuseppe Verdi di Cassolnovo la propria rassegna autunnale. «Volevamo diventare la capitale della cultura - ha detto Luca Bellazzi, capogruppo del Polo Laico - ma poi non troviamo posto nemmeno per il progetto sul teatro partecipato, iniziativa che ha ricevuto l'alto patrocinio del Mibact, del Ministero della Giustizia e che è sostenuta economicamente dalla Fondazione Piacenza e Vigevano, da Regione Lombardia e in partnership con Azienda Socio-Sanitaria di Pavia, Azienda MultiServizi Vigevano, Casa di reclusione di Vigevano e con alcuni marchi storici cittadini».LAVORI«È attivo il cantiere, per questo il teatro è chiuso - ha risposto Sala - anche tutto il personale che di solito lavora in teatro è stato dirottato su altri servizi e lo stesso per gli addetti alle pulizie. Ecco perché non possiamo usare nemmeno il ridotto del Cagnoni». I lavori, affidati allo Studio Associato di Ingegneria Armanasco e Caligari, riguardano il restauro e consolidamento strutturale della volta della platea del teatro cittadino, un lavoro che al Comune costerà poco più di 53.500 euro. Secondo quanto aveva già dichiarato l'assessore Sala, a causare il distacco dell'intonaco dalla volta della platea sarebbe stata proprio l'assenza di pubblico e di programmazione dovuta al Coronavirus. «C'è stato un "cambiamento climatico" - aveva detto Sala - all'interno del teatro che ha fatto emergere il problema, che non toccherebbe solo la platea, ma anche i soffitti dei palchi e il loggione». GLI SPAZIMa non è tutto qui: nell'interrogazione presentata dal Polo Laico si chiedono spiegazioni anche sul perché «siano stati promessi spazi che non erano agibili, quali il Ridotto del teatro Cagnoni o come la Sala dell'Affresco, già occupata da altri eventi, e infine la Sala del Duca, in castello, che presentava però costi e pratiche ritenute inaccettabili. Oltre a tutto ciò, pare che il comportamento tenuto prima dall'assessore alla Cultura con risposte inesatte o non pervenute, appuntamenti non rispettati e simili e successivamente dal funzionario addetto, che avrebbe definito la richiesta della compagnia teatrale una "rogna"». «L'unica promessa che abbiamo fatto - ha concluso Sala - è che avremmo cercato di trovare una soluzione, cosa al momento non possibile. E l'espressione del funzionario si riferiva solo alla questione burocratica, tra permessi e altre incombenze che scattano ogni qual volta occorre utilizzare una sala». --selvaggia bovani