Senza Titolo

I grandi capolavori restaurati della settima arte - da domani sera al 15 dicembre - arriveranno sul grande schermo del Teatro Fraschini di Pavia che si trasformerà in un cinema ancora più affascinante e suggestivo. La rassegna "L'arte del grande cinema a teatro", che prevede cinque proiezioni (sempre con orario di inizio fissato alle 20:30), è stata realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna che dal 2013 porta avanti "Cinema Ritrovato" un'iniziativa dall'inestimabile valore artistico e culturale che ha visto immortali e fondamentali pellicole cinematografiche riprendere vita e nuova luce attraverso straordinarie operazioni di restauro con tecnologia digitale. Tutte le opere che saranno proposte sono state quindi riportate ad uno splendore e a una nitidezza visiva mai raggiunti prima.IL PROGRAMMADomani sera si comincia con "Mulholland drive", il capolavoro - appena restaurato in 4K, a vent'anni di distanza dalla sua uscita - di David Lynch (che gli valse il premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes 2001), considerato uno dei film più importanti e iconici del XXI secolo nonché la consacrazione di una grande attrice come Naomi Watts. Martedì 30 novembre sarà la volta de "Gli uccelli", il terrificante thriller - che è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti - a tinte horror che il Maestro del brivido Sir. Alfred Hitchcock diresse nel 1963 partendo dal romanzo di Daphne du Maurier e con protagonista Tippi Hedren. Allegoria dell'uomo in cerca di Dio e in balia della morte: mercoledì 1 dicembre è in programma "Il settimo sigillo" (1957), opera monumentale di Ingmar Bergman che la trasse della pièce teatrale "Pittura su legno" che lo stesso cineasta svedese scrisse per la sua compagnia teatrale nel 1955. La pellicola si aggiudicò il Premio Speciale della Giuria alla decima edizione del Festival di Cannes. Da un capolavoro in bianco e nero ad un altro: lunedì 13 dicembre la rassegna prosegue con la versione in 4k di "Fino all'ultimo respiro" (1960), considerato il Manifesto della Nouvelle Vague diretto dall'allora esordiente Jean-Luc Godard, una delle firme registiche più rivoluzionarie del secondo Novecento. Martedì 14 dicembre il cerchio si chiude nuovamente con David Lynch e il suo "The Elephant Man", film uscito nel 1980 che si guadagnò ben otto nomination ai Premi Oscar e che consacrò il regista statunitense che ha curato personalmente il restauro dell'opera, avvenuto nel 2020.CAPOLAVORI DA CONDIVIDEREDa David Lynch a Alfred Hitchcock, da Ingmar Bergman a Jean-Luc Godard: tutti questi quattro maestri avevano concepito e realizzato le loro opere per la visione in una sala (e possibilmente piena di pubblico!). È infatti questa la loro sede naturale, ed è inevitabile che la loro fruizione su altri formati e canali rappresenti un'esperienza impoverita. Queste pellicole invece, esprimendosi al massimo della qualità, devono rappresentare un'esperienza importante, (ancora) capace di incidere nelle nostre vite. Sono film senza tempo pronti a conquistare anche il pubblico delle nuove generazioni: solo la visione condivisa davanti a un grande schermo potrà recuperare, di questi lungometraggi, l'autentica bellezza visiva, l'emozione dirompente, e poi tutto il divertimento, il piacere, il brivido. --giacomo aricò