Senza Titolo
Maria Fiore / PAVIADopo due anni di schiavitù sessuale ha trovato la forza di denunciare. A farle coraggio è stato anche il fidanzato, un uomo che l'aveva conosciuta a Milano, in un centro massaggi. La donna, 30 anni e di nazionalità cinese, per farsi capire da lui, non parlando una parola di italiano, usava il traduttore del telefonino. Così, per mesi gli ha confidato la sua vita e le sue sofferenze. A giugno di quest'anno ha deciso di raccontare la sua storia anche agli agenti della squadra mobile di Pavia, che sono risaliti ai suoi presunti sfruttatori. Quattro persone, tra cui una coppia di Mede, sono ora indagate per i reati di sfruttamento, favoreggiamento della prostituzione, minacce e lesioni. La ragazza è stata messa sotto protezione. Per lei è stato anche avviato l'iter per il permesso di soggiorno per scopi umanitari. la casa a Pavia Secondo l'indagine del sostituto procuratore Paolo Mazza, i quattro indagati avrebbero gestito un giro di prostituzione di giovani donne cinesi tra le province di Pavia, Novara, Torino e Venezia. A Pavia le donne ricevevano i propri clienti in un appartamento in viale Brambilla, in cui era stata anche installata una telecamera per tenere sotto controllo il giro di clienti e di denaro. Altre due case di appuntamenti sono state trovate a Novara. Perquisite anche le abitazioni degli indagati, a Bergamo, Venezia e Torino. Gli agenti hanno identificato tre vittime, ma il giro sarebbe stato più ampio, come denunciato dalla 30enne, che ha spiegato che negli appartamenti spesso giravano ragazze sempre nuove, come richiesto dai clienti. la denuncia Tutto comincia con la denuncia della giovane donna cinese a giugno. La vittima racconta che nel 2019, arrivata in Italia dalla Cina, conosce una connazionale che gestisce un centro massaggi a Milano e che presto la convince a trasferirsi a Pavia per prostituirsi, con la promessa di una casa in cui vivere e di guadagnare soldi. L'attività va avanti per mesi. La vittima racconta agli agenti che la connazionale, di 50 anni, e il compagno, un imprenditore agricolo di 44 anni di Mede, si occupano di procacciarle i clienti e di gestire il denaro ricavato delle prestazioni sessuali. Dall'analisi del loro conto corrente gli agenti risalgono ad altre due persone, un uomo di 57 anni, residente a Bergamo, e una cittadina cinese di 48 anni, fino a un certo periodo residente a Venezia e più di recente a Torino, dove gestisce un centro massaggi. le telecamere Dal sopralluogo nella casa di Pavia gli investigatori trovano le tracce dell'attività di prostituzione. Nell'alloggio, di proprietà di una donna ignara dell'uso che ne sarebbe stato fatto, vengono trovate delle telecamere, usate per tenere sotto controllo l'attività. Telecamere sono posizionate anche all'ingresso di due appartamenti a Novara, gestiti dalla stessa coppia di Mede. Scoperto anche un registro con cifre e nomi, 7mila euro di contante, libretti di assegni, carte di credito e documenti d'identità intestati a cittadini cinesi. --