Da Montini a Boerchio la "Provincia Pavese" testimone e sentinella di cronaca e politica

Roberto LodigianiDomenica 7 luglio 1870 esce il primo numero de "La Canaglia", organo dei circoli repubblicani e garibaldini pavesi. Per finanziarla, il fondatore e primo direttore, Contardo Montini, si è fatto prestare 400 lire dal sarto di Redavalle, suo paese natale, con un tasso di interesse annuo del 14 per cento. Tempi eroici, la redazione sono due umili stanzette di via San Siro, bisogna fare subito i conti con censure e sequestri preventivi ordinati dalle autorità.Nel 1879, con il ricchissimo Bernardo Arnaboldi sindaco di Pavia, "La Canaglia" passa il testimone a "La Provincia Pavese". Il giornale esce tre volte la settimana, il mercoledì, il venerdì e la domenica, alla direzione si succedono Achille Bizzoni, Silvio Becchia e Giovanbattista Pirolini (quest'ultimo poi eletto deputato nel collegio di Ravenna). La linea è di sostegno alle posizioni dell'Estrema sinistra. Sul finire del secolo, le tensioni politiche e sociali si acuiscono, mentre cresce la tentazione di una svolta autoritaria da parte di ambienti monarchici e vicini all'esercito. Durante i moti del maggio 1898, che esplodono dopo l'uccisione dello studente pavese Muzio Mussi, figlio del futuro sindaco di Milano, il giornale si schiera con i rivoltosi e contro la giunta Belli, che fa uscire le truppe nelle strade, predicando anche il ritorno dell'ordine (mentre il generale Bava Beccaris fa cannoneggiare la folla di dimostranti milanesi).