Redditi di cittadinanza oltre quota ottomila 6.400 quelli di emergenza
paviaAncora a settembre, ultimo dato rilevato dall'Inps, i nuclei familiari percettori di reddito o pensione di cittadinanza in provincia di Pavia hanno superato quota ottomila (8.050, in leggero calo rispetto agli 8.221 di agosto), per un totale di 16.329 persone coinvolte. È un dato che ancora una volta pone Pavia, con l'eccezione della città metropolitana di Milano, in testa in Lombardia (in rapporto al numero di abitanti) quanto a erogazioni per il contrasto alla povertà.Nel dettaglio, di questi oltre ottomila 7.045 sono percettori di reddito di cittadinanza e 1.005 di pensione di cittadinanza. L'importo medio di reddito e pensione di cittadinanza a Pavia (501,86 euro) è anche il più alto in regione, e lo stesso accade per il solo reddito di cittadinanza (534, 73 euro).Ci sono poi i dati relativi al Reddito di emergenza, istituito nel maggio 2020, e poi rinnovato con diverse proroghe, a supporto dei nuclei familiari in situazione di difficoltà a causa della pandemia. Nel corso del 2020 sono stati 3.731 i pavesi che lo hanno ricevuto per almeno una volta (8.684 i soggetti coinvolti), saliti a 6.401 tra marzo e agosto del 2021 (per un totale di 13.594 persone coinvolte), con importo medio di poco più di 520 euro.Al di là dei casi di truffa, non c'è dubbio che il reddito di cittadinanza abbia contribuito a diminuire la povertà, come ha riconosciuto la stessa Ocse. Assai meno marcato, a quanto pare, l'impatto sul mercato del lavoro, nel senso che sono pochi i percettori dell'Rdc che hanno trovato un'occupazione.Eccco perché la misura è ora oggetto di parziale ripensamento. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha detto che «sono introdotti alcuni meccanismi che facilitano maggiormente l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e incentivano più efficacemente i percettori ad attivarsi per la ricerca del lavoro» e per questo «sono introdotti correttivi alle modalità di corresponsione», tra i quali «un decalage del beneficio mensile per i soggetti occupabili, dopo il primo rifiuto» e «la revoca dopo il secondo rifiuto di un'offerta congrua di lavoro». Ad ogni modo la misura nella legge di bilancio è stata rifinanziato «con un ulteriore miliardo ogni anno». --L.Si.