Scuole senza prof i presidi partono con la campagna di reclutamento
paviaParlare di situazione normalizzata è sicuramente eccessivo, ma il numero di cattedre ancora scoperte a più di un mese dall'avvio delle lezioni nelle scuole della provincia di Pavia è in progressiva diminuzione.Dalle oltre 100 della scorsa settimana, si è arrivati a qualche decina, la maggior parte delle quali (come sempre) di matematica e materie tecnico-scientifiche.L'accelerazione nell'assegnazione delle cattedre è arrivata con il via libera ai dirigenti di istituto per molti vincitori di concorso hanno rifiutato la nomina. La procedura di "chiamata diretta" è potuta partire solo adesso a causa del sistema di assegnazione delle cattedre previsto dal ministero e che, ogni anno, provoca grandi ritardi nell'avvio regolare delle lezioni con tutti i professori al loro posto. Sistema che prevede l'assegnazione della cattedra ai vincitori di concorso molti dei quali, però, non accettano. Lo fanno perché hanno vinto una cattedra più vicina a casa, ritengono più conveniente non lasciare un lavoro che già hanno o per altri motivi sopravvenuti. Dopo tre assegnazioni rifiutate, la cattedra risulta vacante, si torna alle graduatorie e, quando sono esaurite, la palla passa ai dirigenti di istituto che devono nominare a chiamata.«Finalmente abbiamo tutte le cattedre coperte - spiega la dirigente dei licei pavesi Foscolo-Taramelli -. Anche quest'anno, tuttavia, devo segnalare la difficoltà per le cattedre di matematica e, nel caso dell'istituto Cremona del quale ho la reggenza, di quelle che prevedono competenze ingegneristiche. Materie per le quali trovare insegnanti è storicamente difficile». Stesso problema segnatalo dalla dirigente dell'istituto Cossa di Pavia che, comunque, sottolinea come quest'anno i tempi per la copertura completa delle cattedre siano stati più veloci rispetto al passato.«Abbiamo ancora scoperte alcune cattedre di sostegno - spiega Cristina Comini - ma in questo momento la situazione è sostanzialmente definita».La chiamata diretta da parte dei presidi deve risolvere, oltre al problema delle cattedre rifiutate dai vincitori di concorso, anche quello delle supplenze necessaria a coprire i posti formalmente coperti ma di fatto lasciati vacanti da quei docenti che accettano la cattedra ma, a volte senza nemmeno presentarsi, si mettono in malattia o in aspettativa. Comportamento, questo, stigmatizzato anche dai sindacati che chiedono una riforma dei criteri di assegnazione proprio per evitare abusi che hanno ripercussioni sulla didattica e sugli studenti». --