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il retroscenavigevanoLa sentenza della Corte costituzionale non arriva inaspettata a Vigevano. Anzi, una parte dei piani urbanistici della città erano in stand-by in attesa che la suprema Corte si esprimesse.«Non avendo individuato ufficialmente le aree dismesse di interesse - spiega il sindaco Andrea Ceffa, che detiene la delega all'Urbanistica - non abbiamo attivato quella parte di legge regionale che è stata giudicata illegittima. Non lo abbiamo fatto perché c'era un aspetto che non ci sembrava chiaro». il meccanismoCon l'elenco delle aree dismesse di interesse pubblico, infatti, il proprietario privato riceve un vantaggio chiaro (un bonus sulla volumetria sino al 25 per cento), ma deve sottostare a dei vincoli, soprattutto temporali, assai stringenti. Non è molto chiaro cosa succederebbe, infatti, in un caso simile: la legge regionale prevedeva l'intervento pubblico, ma non ha identificato con quali fondi.«Credo che la Regione avrebbe dovuto attivare un fondo - continua Ceffa - in cui inserire risorse per questo tipo di interventi pubblici. Capisco la posizione degli altri comuni che hanno presentato ricorso, ma in realtà la sentenza in sé non mi fa gioire». Vigevano, infatti, è pronta ad avviare l'iter per la revisione generale del Piano di governo del territorio, che sarebbe dovuta partire nel mese di novembre: a fermarlo ora sarà il nuovo quadro normativo che emergerà dalla sentenza della Corte Costituzionale e la mancata approvazione del Piano territoriale di coordinamento da parte della Provincia. «In ogni caso - anticipa ancora Andrea Ceffa - nel nuovo Pgt ci saranno tutte le indicazioni del caso e in qualche modo le aree dismesse che consideriamo strategiche per la rigenerazione urbana della città saranno chiare». le aree da rigenerareC'è chi dice che in tutto saranno più di un'ottantina le zone indicate: alcune avranno una norma ad hoc che ne favorisca il recupero, come successo con l'ex Enel di via Buozzi e l'ex Stav di corso Novara. L'attenzione è massima perché ci sono "contenitori" enormi fermi da anni (basti pensare alla Berflex e alla Carena Cavi sulla statale 494), residui industriali in mezzo alle case (come l'Alfa Prodotti di via Caramuel, a 500 metri da piazza Ducale), sino ad arrivi a immobili residenziali letteralmente diroccati, tipo quelli visibili nelle vie San Francesco, Cavallotti e della Costa, in pieno centro storico. La legge regionale bocciata dalla Consulta rallenterà il nuovo Pgt, ma non fermerà le altre operazioni di rigenerazione urbana già avviate. Vigevano ha partecipato a un bando ministeriale per sistemare l'area di piazza Vittorio Veneto e la via Carducci, con la ristrutturazione del PalaBasletta, in un progetto che supera i 6 milioni di euro. Nessun problema anche per "Vigevano.inc", la madre di tutti i progetti urbanistici, che ha ottenuto dall'UE(tramite la Regione) 15 milioni di euro: in questo caso verranno sistemati l'ex orfanotrofio Riberia, l'area ottocentesca del castello, il Circolab di via Pietrasana, l'Istituto Negrone di corso Milano, l'ex Fateci Spazio in via Gambolina, con interventi che toccheranno anche l'Itis Caramuel e la stazione. --Oliviero dellerba