«Concorsopoli», nell'inchiesta le trattative segrete dei politici

Maria Fiore / VOGHERA«È tutta gente che risponde a voi, quindi siete a posto». A parlare al telefono è un politico di Voghera che si rivolge a un collega di diverso partito. I due discutono delle vicende di Asm Vendita e Servizi e della nomina di un consigliere appena ufficializzata. Concorsi e nomine. Materia che la politica vuole maneggiare. Nelle carte dell'inchiesta sulla "concorsopoli" vogherese ci sono decine di intercettazioni telefoniche di questo tenore, in cui è la politica a decidere chi deve passare un concorso, chi deve perdere e quali sono gli amministratori da nominare. È su questo filone, ora, che si sposta l'attenzione degli inquirenti. Negli atti di indagine ci sono i nomi di altri politici oltre a quelli di Giampiero Rocca e Giovanni Alpeggiani, referenti del centrodestra oltrepadano per anni, entrambi deceduti, nel 2019 e 2020, quando l'indagine era stata appena avviata. mail e cellulari sotto esameL'inchiesta diretta dal pubblico ministero Paolo Mazza è ancora in corso. I finanzieri e la polizia giudiziaria stanno esaminando la mole di documentazione, mail e il contenuto di computer e cellulari sequestrati durante le perquisizioni di alcuni giorni fa, quando sei degli otto indagati sono stati raggiunti da provvedimenti di interdizione. Sono gli ex componenti del consiglio di amministrazione di Asm Ves (l'ex presidente Monica Sissinio, l'allora vice presidente Laura Anselmi e il consigliere Edoardo Lazzati), e i componenti della commissione chiamata a valutare i candidati al concorso per 13 impiegati tecnico-amministrativi (il presidente della commissione Stefano Spagoni e i membri Daniela Bruni e Laura Quaini). Nell'ordinanza firmata dal giudice Luigi Riganti i politici restano sullo sfondo, anche se sono protagonisti di decine di intercettazioni telefoniche. Ed è proprio da queste telefonate, secondo la procura, che «emerge una sconcertante situazione di costante ingerenza di politici locali» sulla gestione di Asm Ves. In una telefonata l'ex presidente Sissinio parla con un manager della holding di un incontro avvenuto con un politico: «Mi dice, fate quello che volete, basta che me lo diciate e io devo porre delle condizioni». La Sissinio è insofferente alle pressioni e ne parla in più occasioni con diversi interlocutori. «Sono venuta ad amministrare un'azienda, ma gli ho detto se non me lo lasciate fare... io non posso amministrare un'azienda come volete voi». Il riferimento è anche al concorso per 13 impiegati che l'ex presidente vuole bandire, ma su cui un manager della holding la invita a temporeggiare, perché il politico di riferimento non si è fatto ancora sentire. «Aspetta un attimo, non è che devi farli oggi i i concorsi... per loro i concorsi hanno un grandissimo valore». La politica si interpella anche quando si deve nominare la commissione per il concorso. «Vuole venire all'incontro?», chiede la Sissinio. Il politico gli risponde che non può, ma che poi ne parleranno. gli interrogatori I fronti di indagine sono ancora tutti aperti. E la situazione potrebbe complicarsi ancora per gli esposti in procura già annunciati anche da parte dei nuovi amministratori di Asm. Ieri, intanto, in tribunale era prevista la prosecuzione degli interrogatori di garanzia. Dopo quelli dei componenti della commissione (che avevano deciso di non rispondere) ieri mattina per la Sissinio e Anselmi è arrivata, da parte del loro legale, l'avvocato Luca Angeleri, la rinuncia all'interrogatorio. «L'interrogatorio è l'opportunità per gli indagati di difendersi dalle accuse - spiega l'avvocato -. Abbiamo deciso di rinunciarvi perché sono provvedimenti che non hanno particolari effetti, visto che Sissinio non ha ruoli pubblici e ad Anselmi non è impedito di ricoprire la carica di consigliere comunale, come stabilisce la legge. Vogliamo avere più tempo per la difesa e per ascoltare tutte le intercettazioni. Si sente, poi, parlare di intercettazioni di diverso tipo, che però non compaiono nel fascicolo a cui abbiamo avuto accesso». --