Controlli da praticare su 3 milioni di lavoratori

Nel pubblico impiego saranno i capiufficio a verificare chi ha il Green Pass e chi no. Nel privato il compito spetterà al datore di lavoro, che poi nominerà, «con un atto formale» suggerisce Confindustria, chi materialmente dovrà eseguire la verifica. Dovrebbero invece controllare se stessi commercianti, baristi, ristoratori, tassisti, artigiani, professionisti e l'universo tutto delle partite Iva. Un mondo esteso anche ai dipendenti quando si parla delle migliaia di microimprese artigiane, magari a conduzione familiare. E il sospetto è che quei 2,5-3 milioni di lavoratori non vaccinati si annidino proprio tra queste schiere di battitori liberi. Statistiche nessuno ne ha potute fare, ma nella pubblica amministrazione i non immunizzati, secondo la Funzione Pubblica, non sarebbero più di 250 mila. Restano i milioni di lavoratori delle imprese private. Ma qui la sensazione delle associazioni datoriali è che i vaccinati si avvicinino al 95%, perché l'alternativa alla puntura sarebbe restare a casa senza stipendio o sottoporsi ogni due giorni al tampone, spendendo 15 euro e un bel po' di tempo. Ma se il grosso dei non vaccinati si annida tra chi può anche fregarsene del Green Pass si rischia così di avere ancora qualche migliaio di casi e 30-40 morti al giorno. Anche tra chi, nonostante sia vaccinato, deve temere i morsi del virus perché in condizioni di salute precarie. --© RIPRODUZIONE RISERVATA