Studio della Bocconi sul futuro possibile dell'ospedale di Tortona
TORTONAMolti elementi già noti e su cui in sanità e in politica si dibatte da anni, ma questa volta ribaditi da professionisti di indiscussa competenza. E in più, qualche elemento innovativo di cui i decisori potranno tenere conto nel pianificare il futuro dell'ospedale di Tortona. È stato presentato venerdì sera il progetto commissionato dal comitato Tortona per l'Ospedale alla SDA Bocconi per analizzare il possibile sbocco futuro della struttura sanitaria locale. Uno studio commissionato grazie a una parte dei contributi ricevuti durante la pandemia da cittadini che con le proprie donazioni hanno voluto investire in risorse e strutture per potenziare l'ospedale, una realtà attorno a cui da anni politica regionale e Asl stanno modificando progressivamente gli assetti, finalmente aggiungendo dopo anni di chiusure di reparti e ridimensionamenti: «Lo studio mette nero su bianco molti concetti su cui si sta discutendo da anni, ma analizzandoli come fonte autorevole», ribadisce il sindaco Federico Chiodi, che è anche presidente del comitato commissionante. «L'Asl attende con grande interesse questo documento, c'è piena condivisione degli obiettivi e disponibilità a valutare la proposta». Secondo quanto elaborato dal docente Mario Del Vecchio, l'ospedale di Tortona dovrà fungere da «presidio di riferimento per le attività mediche e chirurgiche di base; avere un polo di ortopedia e riabilitazione che diventi riferimento per tutto il territorio con formule gestionali innovative; una struttura tecnologicamente avanzata per la realizzazione di attività chirurgica alimentata da tutti i professionisti della rete ospedaliera dell'Asl di Alessandria». Per raggiungere questi obiettivi tutte le strategie devono mirare a rendere più attrattivo l'ospedale su due livelli: nei confronti dei professionisti, medici e infermieri che possono essere attratti dalla possibilità di lavorare all'interno di una struttura ben organizzata, altamente avanzata sul piano delle tecnologie, e nei confronti dell'utenza evitando mobilità passiva e anzi puntando ad attrarre pazienti da altre regioni. Centrale sarà l'avvio del reparto Riabilitazione e l'investimento in tecnologie per Ortopedia e le attività chirurgiche, oltre al potenziamento dell'organizzazione interna e velocizzare i tempi di risposta. --Stefano Brocchetti