Altra pagina della chat Nel mirino di Gabba stavolta c'è l'Ascom

VogheraL'assessore Federico Taverna (FdI) posta sulla chat della giunta una pagina della Provincia Pavese. L'articolo racconta di una mail critica di Ascom Voghera nei confronti dell'amministrazione comunale. Il primo a replicare è l'assessore Giancarlo Gabba (poi finito al centro delle cronache per un post contro gli immigrati): «Buona giornata ragazzi ragazze signor sindaco! I commercianti che non hanno capito un cazzo...».Ecco, questo "spezzone" di chat è l'ennesimo colpo, chiamiamolo così, della talpa che sta mettendo in imbarazzo l'amministrazione Garlaschelli e che è stato diffuso su Facebook. Ma Gabba replica seccato: «Vorrei non commentare l'ennesimo capitolo di un modus operandi rispetto al quale ho già provveduto ad agire per vie legali. Sento il dovere tuttavia di fare una precisazione nel merito, proprio perché la totale decontestualizzazione di messaggi privati può generare malintesi. Con un tono certamente colorito, il commento non era assolutamente riferito ai commercianti vogheresi, con i quali c'è sempre stata e continua ad esserci ottima sintonia, bensì ad Ascom e al modo con cui Ascom veniva in quel frangente utilizzata strumentalmente per una polemica nei confronti dell'amministrazione comunale».L'avvocato Antonio Rossi, che assiste Gabba, ha poi sottolineato come «si sia di fronte a una evidente violazione dell'articolo 618 del codice penale, "rivelazione del contenuto di corrispondenza" per la quale si è già proceduto con precise querele». Quella "chat della vergogna" interna alla giunta comunale, per quello che è dato sapere, era stata attivata sui cellulari degli assessori e del sindaco con il nome di "giunta 1" su WhatsApp. La chat avrebbe poi cambiato definizione, con un partecipante in meno, all'arresto di Massimo Adriatici. Il nome sarebbe stato cambiato, infatti, in "chat 2". --F. Ma.