A novembre torna "La città per i bambini"
VIGEVANO Un consigliere comunale di minoranza, l'avvocato Furio Suvilla, è accusato di abuso edilizio. La vicenda, per sommi capi, inizia il 23 settembre 2019: in teoria si era a pochi mesi dalle elezioni comunali, invece, per colpa della pandemia, le amministrative vennero spostate all'autunno del 2020. Quel 23 settembre scattò il primo accertamento della polizia locale: secondo il verbale degli agenti, trasmesso poi all'ufficio tecnico, erano stati cambiati materiale e colore di otto finestre ed era stata mutata la destinazione d'uso dell'immobile dove era stato realizzato lo studio di Suvilla, che agli ufficiali pubblici risultava essere una abitazione. Lo stabile è in piazza IV Novembre e, negli anni Cinquanta, ha ospitato per poco tempo la sede cittadina della Guardia di finanza. «Tutti elementi che ho ricostruito - spiega Suvilla, esponente di Vigevano Futura - e che hanno smontato l'ipotesi di un mio cambio di destinazione d'uso. Questo studio è sempre stato un ufficio».Qualche giorno fa l'ennesimo sopralluogo: tre agenti di polizia locale hanno verificato che l'intero studio fosse effettivamente uno studio. Nel pomeriggio di ieri la vicenda è tornata alla ribalta, visto che l'intero procedimento risulta ancora aperto ed è nell'elenco delle opere realizzate abusivamente a Vigevano. «L'ex dirigente Domenico Martini aveva archiviato il procedimento - prosegue Suvilla, - che in effetti giace sospeso da tantissimo tempo. Anche le altre accuse sono state facilmente smontate: non ho cambiato il materiale degli infissi e, non essendoci all'epoca un Piano colore, non c'era neanche l'obbligo di presentare una richiesta di autorizzazione paesaggistica». Tutto chiaro? Evidentemente no, visto che dopo due anni di accertamenti ancora non viene chiusa la segnalazione di abuso edilizio. --Oliviero Dellerba