«Le famiglie adesso reagiscono e le donne sono più determinate»
L'intervista«Sta decisamente cambiando l'atteggiamento delle ragazze e delle loro famiglie nei confronti di episodi che, in passato, si preferiva tacere».Cristina Boffelli, presidente del centro antiviolenza «Chiara» di Voghera trae spunto dall'ultimo episodio di cronaca per una riflessione su un cambio di mentalità e di reazione al dilagare della violenza sulle donne.Quanto accaduto, ora al vaglio delle indagini, quali spunti di riflessione può far nascere?«Non posso certo entrare nel merito di quanto accaduto, ma due elementi di questa storia concordano con quanto stiamo verificano anche su altre vicende che abbiamo seguito o di cui abbiamo avuto notizia. Il primo è quello della giovane vittima che non si vergogna di raccontare ai genitori cosa avrebbe subìto. Ma l'altro elemento, altrettanto significativo, è la capacità delle famiglie di non chiudere al proprio interno queste situazioni, ma di presentare denuncia alle forze dell'ordine. C'è, adesso, più coraggio e determinazione rispetto al passato, quando prevaleva un presunto senso di vergogna nel portare all'esterno la situazione vissuta da uno dei componenti della famiglia».Cade la cortina di silenzio sulle donne vittime di violenze?«C'è meno silenzio e c'è più coraggio. Queste ragazze hanno coraggio e trovano, nelle famiglie, ripeto, un ambiente più reattivo. Denunciare questi episodi ai carabinieri e alle forze dell'ordine è un passaggio decisivo per combattere il fenomeno».Anche da parte delle forze dell'ordine si registra una diversa strategia d'approccio nei confronti delle donne che vogliono uscire dall'incubo.«Certo. Ne sono prova concreta le stanze d'ascolto allestite nelle caserme di Vigevano e Pavia: ambienti creati per rendere meno traumatico il momento della denuncia. Servirebbe anche a Voghera uno spazio come questo realizzato altrove grazie all'intervento e al contributo di associazioni ».Tanti gli episodi?«Sì. Noi riceviamo tre segnalazioni al giorno. E non sono solo giovani, ma anche pensionate settantenni. Per questo si deve reagire» . --F.G.