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PAVIALa Settimana nazionale della bonifica e dell'irrigazione, in programma da sabato 25 settembre a domenica 3 ottobre, rappresenta l'occasione migliore per far conoscere l'attività svolta dai consorzi di bonifica per la difesa e la salvaguardia dei territori. E, al tempo stesso, parte la mobilitazione per iscrivere la Civiltà dell'acqua lombarda nella lista del patrimonio mondiale Unesco.La mappaLa Lomellina, in particolare, sono in prima fila alla luce della presenza di due fra i consorzi più importanti a livello nazionale: Est Ticino Villoresi, competente per 392mila ettari fra Ticino, Adda, Lambro e Po, ed Est Sesia, che gestisce una rete di oltre 10mila chilometri su 334.500 ettari, di cui il 55,3% in Lombardia (Lomellina e, in minima parte, Oltrepò di pianura) e il 44,7% in Piemonte (Novara, Vercelli, Alessandria e Verbano Cusio Ossola). «La Settimana della bonifica - commenta Fabio Rolfi, assessore regionale all'Agricoltura - svolge un ruolo importante a livello promozionale: rendere consapevoli i cittadini dell'importanza della risorsa acqua, fondamentale per garantire il cibo, tanto che la qualità dei prodotti Dop è strettamente legata alla qualità dell'acqua. Fra l'altro, la gestione dell'acqua in Lombardia è storia di comunità e di popolo, che merita un riconoscimento culturale, e quindi va riproposta all'Unesco la richiesta di riconoscimento della "Lombardia delle acque". Per mantenere efficiente la nostra rete, inoltre, dobbiamo continuare sia le attività avviate in tema di rigenerazione territoriale sia il recupero delle ex cave per la gestione di bacini idrici. Infine, il tema dell'innovazione nei sistemi di irrigazione, alla luce del prossimo Piano di sviluppo rurale: l'Europa lo chiede non perché i metodi tradizionali non siano efficaci, ma per essere ancora più efficienti. E i consorzi di bonifica rappresentano queste sfide». In questi mesi l'acqua è sempre più al centro del dibattito non solo del comparto agricolo. In primo luogo, in tempi di cambiamenti , la quantità di acqua disponibile calerà e sarà peggio distribuita: gestire in modo ottimale i flussi di questa risorsa diventerà quindi cruciale. Inoltre, i consorzi di bonifica possono ricoprire un ruolo centrale nella transizione verso fonti energetiche rinnovabili mediante l'uso dell'acqua e degli argini dei canali, che si prestano ad accogliere impianti idroelettrici e fotovoltaici. «L'attenzione che Regione Lombardia ha avuto in questi anni - afferma Alessandro Folli, presidente di Anbi Lombardia e del consorzio Est Ticino Villoresi - è stata trainante per i consorzi di bonifica. Il nostro obiettivo è portare acqua dove non c'è e toglierla dove è in eccesso. La Regione riconosce che i Consorzi sono bracci operativi per la gestione del territorio e ha messo a disposizione notevoli risorse per la messa in sicurezza del territorio e mantenere in efficienza il reticolo idrico». Secondo la pavese Gladys Lucchelli, direttore di Anbi Lombardia, «i consorzi di bonifica svolgono anche una rilevante azione a favore della valorizzazione dell'ambiente e del territorio, dove la presenza dell'acqua costituisce l'indispensabile filo conduttore per conoscere paesaggi, architetture e monumenti storici, ambienti, culture». In questo quadro e in relazione al tema della Settimana della bonifica, a Milano è stata presentata la serie "Le vie della bonifica", sei guide che percorrono la pianura lombarda lungo i canali e i navigli storici predisposte in collaborazione fra Regione, Anbi e consorzi di bonifica con il supporto della fondazione Cariplo. Il calendario promosso dai consorzi di bonifica lombardi prevede una trentina di iniziative. --Umberto De Agostino