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BandirolaVoghera dimenticai suoi eroiRingrazio Fasola che dicendo di mio padre che era un mito vogherese del suo tempo mi offre la possibilità di affrontare un argomento che non riguarda solo lui e credo interessi tutti i vogheresi. Voghera da diverse Amministrazioni è divenuta un "dormitorio", spenta, con le Amministrazioni che la gestiscono come un piccolo orticello da... far sopravvivere, chiuso in se stesso. Quanti nostri concittadini hanno portato il nome di Voghera nel mondo! Mio padre e tanti altri per lo sport, vogliamo ricordare Carolina Invernizio, Maserati, Paolo Borroni? Un patrimonio, che se ben gestito darebbe un buon ritorno d'immagine alla nostra città e la farebbe conoscere ai giovani che non la conoscono. Guardiamo la nostra bella Italia, quanti piccoli paesi sono ora conosciuti da tutti perché hanno utilizzato le opere o le imprese di loro concittadini per uscire dalla loro cinta daziaria ed attirare visitatori.A Voghera i più amati e fortunati hanno avuto un monumento o l'intitolazione di qualcosa ma poi... lettera morta. Ci sono alcune realtà "vive" come il museo storico Beccari, ma sono nate per iniziativa, volontà e fatica dei singoli e il Comune... non li adopera, li lascia vivere quasi fini a se stessi, affidati alla loro iniziativa. Che bello sarebbe un appuntamento annuale su "Voghera e la sua storia" in cui non si parli solo di monumenti ma delle persone che l'hanno portata nel mondo; con poca fatica e spesa perché il materiale necessario verrebbe fornito dalle famiglie. Ma "nemo profeta in patria" e per quando mi riguarda mio padre è ricordato più altrove che nella sua città. E' un piccolo ... suggerimento? Resterà lettera morta. E sono curiosa di vedere quale sarà la gestione del nostro teatro (ne capisco qualcosa perché sono stata per 6 anni presidente del Teatro Comunale di Alessandria), ma temo resterà, come è stato negli ultimi anni della sua apertura, ricettacolo dei protagonismi delle realtà locali e limitrofe. Certo ci vuole amore per la propria città e il coraggio di intraprendere piccoli voli che la portino a superare i propri confini. Una piccola chiosa: ho 69 anni e prima di morire vorrei vedere sistemata in luogo consono l'angoliera con i trofei di papà; ho provato a parlarne in Comune senza nessun risultato. Non importa... li lascerò in eredità a uno dei tanti musei sportivi che esistono sul nostro territorio.Maria Grazia BandirolaAccorpamentoLa scuola di Vallecambia solo dirigenteIn merito alle notizie relative alle scuole di Valle Lomellina, che passano sotto le dipendenze dell'Istituto Comprensivo "Enrico Fermi" di Robbio mi permetto, non solo come esponente politico ma anche come docente(scuola media Bramante di Vigevano) con trent'anni di esperienza, di esprimere alcune considerazioni.Innanzitutto si tratta di una naturale decisione visto che l'Istituto Comprensivo di Valle, comprendente le scuole di Candia, Zeme, Castello d'Agogna conta solo 480 alunn di fronte ai 600 richiesti dalle normative vigenti. Bene ha fatto quindi la giunta di Valle e il collegio docenti del sopracitato istituto ad accettare l'inevitabile decisione. Come professore posso rassicurare che la buona qualità didattica di un istituto non dipende dalla sede del dirigente ma dalla preparazione dei docenti, che non oso porre in discussione. I miei colleghi di Valle non hanno nulla di meno rispetto ad altri che hanno il preside nel loro istituto. Aggiungiamo pure che lo stesso ufficio di segreteria rimane per le solite pratiche amministrative. Quindi direi a quella fetta di popolazione interessata a questi fatti di non preoccuparsi né di alimentare paure ingiustificate. La decrescita demografica non dipende certo dagli amministratori pubblici. Certamente si può ragionare su come non peggiorare ulteriormente la situazione, ossia evitare, per quanto possibile, fughe dall'istituto di Valle, ma questo problema lo affrontera' la futura amministrazione del mio comune, che sarà rinnovata nella prossima primavera.Roberto Rotta Udc - Valle LomellinaRingraziamentoBuona sanitàal Pronto soccorsoScrivo la per ringraziare tutti i medici e lo staff del Pronto soccorso del Dea, dopo aver condotto mio papa' qualche giorno fa in seguito a una caduta accidentale.L'attesa e' stata lunga e il tempo per rilasciare l'esito diagnostico pure, 8 ore totali (il rispetto dei codici di emergenza è prioritario) ma comunque l'assistenza non è venuta meno. In questa era di Covid, in cui l'emergenza ancora affiora ovunque, è doveroso encomiare chi ti soccorre .Paola Cellario. Pavia