Console italiano da Eitan a casa del nonno «Il bambino si trova in buone condizioni»

PAVIAIl piccolo Eitan Biran si trova «in buone condizioni» nella sistemazione provvisoria in Israele, a casa del nonno materno. A constatare che il bambino di 6 anni, unico superstite nel disastro della funivia del Mottarone del 23 maggio, stia bene e sia ospitato in un ambiente consono e adeguato, è stato ieri mattina il console italiano Emanuele Oldani. La visita della missione italiana a Tel Aviv, hanno spiegato fonti dell'ambasciata, era finalizzata a verificare la situazione e il contesto familiare in cui si trova attualmente il minore, che ha la doppia cittadinanza, italiana e israeliana. All'incontro tra Eitan e il console, coordinato con la Farnesina e agevolato dal ministero degli Affari Esteri israeliano, era presente anche Shmuel Peleg, il nonno che una settimana fa ha sottratto il nipote alla zia tutrice in Italia per portarlo con sé in Israele, con un discusso viaggio in auto fino in Svizzera, seguito da un volo privato Lugano-Tel Aviv. Per facilitare la comunicazione, hanno fatto sapere fonti vicine alla famiglia, il dialogo con Eitan si è svolto in lingua italiana, e in inglese con Peleg, alla presenza di un'interprete. In serata Channel 12 News ha mandato in onda una lunga e attesa intervista, registrata martedì scorso, in cui Shmuel Peleg ha dichiarato di aver perso fiducia nel sistema giudiziario italiano. «La mia vita è cambiata - ha insistito - ho perso 5 persone per colpa di gestori irresponsabili e avidi di denaro. Diventi una persona diversa». Peleg ha poi detto che Eitan «è felice e si trova nel posto dove deve essere: casa sua è in Israele». Il nonno del piccolo ha quindi ribadito che Eitan è israeliano, figlio di genitori israeliani andati in Italia per studiare. «Abbiamo fatto piani perchè tornassero, cercato un appartamento in Israele. Era chiaro a tutti che la famiglia sarebbe tornata in Israele: questo era il loro testamento». Peleg ha poi definito «senza senso» il fatto che durante l'intervista sia stata ricordata la sua condanna per violenze familiari nell'ambito del divorzio dalla moglie Etty. «Non c'è alcun legame», ha denunciato, ricordando che il giudice di allora lo ha autorizzato a crescere i suoi figli. Poi ha ribadito di volere che «Eitan cresca con la figlia Gali, il suo compagno e i nonni Biran in Israele». Ed ha escluso con forza che ci siano interessi economici dietro l'intera vicenda ricordando che è stato proposto che le somme dovute per gli indennizzi siano «congelati in un fondo fino ai 18 anni del piccolo». --