L'opposizione: «Città offesa, devono andarsene»

VOGHERA«Tutti a casa». Dopo l'ennesimo passo falso della giunta targata Paola Garlaschelli, con una chat privata divenuta ormai pubblica dove l'assessore Gabba invita a sparare per dare maggiore sicurezza in città, le opposizioni in blocco chiedono che la giunta si dimetta .«Degrado morale di chi fa certe affermazioni, - dice il leader di Alleanza Civica, Pier Ezio Ghezzi - di chi comunica ad altri i contenuti di chat private violandone la riservatezza, di chi le pubblica utilizzando le piattaforme social come arma per colpire gli avversari politici, di chi, in posizioni di responsabilità non le contesta. La voglia di morte viene sostenuta e ribadita negli atti e nelle conversazioni. È la "dark politic", che vuole l'eliminazione del "diverso", senza trovare contestazione alcuna negli altri partiti della giunta. Credo che una presa d'atto consapevole della giunta non possa che passare dal rassegnare le dimissioni. Un pentimento politico doveroso e necessario per la città».Anche Nicola Affronti, Udc non si risparmia: «Condanniamo la grave diffusione di una chat privata che seppur tra figure istituzionali, rimane una stanza virtuale chiusa all'esterno. Se la sindaca è coerente come ci aspettiamo che sia, anche per le dilazioni di tempo con cui arrivano i provvedimenti, ora dovrà dimissionare anche l'assessore Gabba motivando allo stesso modo il provvedimento. In tutto questo continuo marasma, per l'ennesima volta ci avviamo alla ribalta nazionale per l'evidente totale incapacità politica di una sindaca e di una giunta che sta giocando pesantemente con la dignità ed il rispetto che i cittadini vogheresi meritano». Affronti conclude: «Crediamo che la sindaca debba chiedere scusa per le pessime figure fatte fare alla città - in soli 11 mesi della sua amministrazione - e dopo averlo fatto, sottoscrivere l'unico provvedimento positivo per i vogheresi: le sue irrevocabili dimissioni».«Ennesimo episodio che conferma che questa sindaca con la sua improvvisata e incapace squadra non sa e non può più continuare ad amministrare la città. - dicono in coro la segretaria del Pd, Alessandra Bazardi e la consigliera Ilaria Balduzzi - Si dimetta subito chiedendo scusa e si vada al più presto a nuove elezioni per rilanciare Voghera. Al di là delle modalità lecite o no di diffusione resta il dato politico gravissimo dei contenuti della chat, di un assessore che usa parole pesanti e il verbo "sparare" e nessuno che interviene, anzi c'è un clima di leggerezza parlando del tema più caldo della città: la sicurezza».Antonio Marfi dei 5 Stelle dal canto suo ribadisce: «Sapevo che dopo il rimpasto qualcuno escluso si sarebbe vendicato ed è accaduto immediatamente. Dalla chat si capisce che la giunta comunale non ha nessuna idea su come fronteggiare le bolle di microcriminalità che ci sono in alcune zone della città. Il sindaco che non prende decisioni in autonomia e chiede se c'è organico disponibile da mandare nella via Viscontina... come se lei non fosse il primo cittadino. Io avrei preso il telefono e chiamato il comando della polizia municipale. Mi chiedo: una giunta ricattabile può governare bene? La risposta è no».Infine interviene l'ex assessore Marina Azzaretti: «Ancora alla ribalta nazionale con l'ennesima figuraccia, la nostra città. Tutto ciò lascia ancora una volta, l'ennesima, l'amaro in bocca, perché dare esempio sparando con la giustizia fai te o dire che questo è il metodo giusto per risolvere il problema e condividerne l'idea non può essere accettato da un esecutivo chiamato a governare pacificamente una città civile». Va all'attacco anche Articolo Uno che in una nota sottolinea: «In che mani è capitata Voghera? Dopo tutto quello che è successo con relativa estate passata al mare, la sindaca annuncia un rimpasto della giunta dove il rappezzo è peggiore del buco. Invece di dimettersi e ridar la parola ai cittadini vogheresi, la sindaca si esercita nel gioco delle tre carte. Uno di qua, uno di là ed il terzo fuori. A farne le spese - continua la nota stampa - l'assessora Miracca, che certo noi non intendiamo difendere, colpevole di incaute dichiarazioni e "Forza Italia", il cui segretario locale è stato clamorosamente snobbato e le cui aspirazioni all'assessorato alla sicurezza sono state rase al suolo». --alessandro disperati