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Adriano Agatti / PAVIAUn piano studiato per giorni in Israele e realizzato in Italia. Shmuel Peleg, il nonno del piccolo Eitan, il bimbo di sei anni rapito a Travacò e trasferito a Tel Aviv, ha pianificato l'operazione nei minimi particolari. Gli agenti della squadra mobile di Pavia, titolari dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Pavia Valentina De Stefano, l'hanno ricostruita in due giorni di indagini molto serrate ma non ancora concluse. I poliziotti pavesi insieme ai colleghi dello Sco (servizio centrale operativo) stanno ancora cercando di scoprire se il nonno materno di Eitan abbia agito con la complicità di qualcuno. Anche l'ex moglie e nonna del piccolo, Ester Cohen, è indagata per rapimento di minori ma l'inchiesta pavese vuole andare oltre.caccia ai compliciIl nonno del piccolo, ex ingegnere dell'esercito israeliano, ha avuto importanti complicità esterne? I sospetti sono molto forti e l'inchiesta dovrà dare una risposta. Complici che potrebbero aver aiutato il 58enne ex militare soprattutto all'arrivo a Tel Aviv per superare i controlli. In ogni caso ecco come è stato realizzato il piano per riportare in Israele il bimbo rimasto orfano dei genitori: il papà, la mamma e un fratellino di due anni avevano perso la vita nella tragedia della funivia del Mottarone avvenuta lo scorso 23 maggio.Shmuel Peleg è rientrato in Italia il 4 settembre scorso. E' arrivato, con un volo diretto Tel Aviv Milano, all'aeroporto di Malpensa. Qui ha noleggiato un'auto di piccola cilindrata, una Volkswagen Polo, che avrebbe poi utilizzato per rapire il nipotino. Un noleggio regolare effettuato il giorno stesso dello sbarco in Italia. L'uomo è arrivato nel Pavese e ha trascorso una settimana ospite di qualcuno. Nei giorni precedenti aveva noleggiato un volo charter privato da una compagnia tedesca che sarebbe partito sabato pomeriggio alle 17 dall'aeroporto svizzero di Lugano. E lì ha abbandonato la Polo.Sabato mattina alle 11.30 Shmuel Peleg si è presentato dalla zia paterna Aya Biran alla Rotta di Travacò dove ha preso Eitan: aveva il permesso di tenerlo sino alle 18.30. E' risalito sulla Polo nascosta in una strada vicina ed è partito per Lugano. Gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di scoprire se sull'auto fosse solo con Eitan o se c'era anche un complice, probabilmente una donna. La polizia lo doveva sorvegliare dopo che il nonno non aveva restituito il passaporto di Eitan nonostante l'ordine tassativo del giudice Fenucci. Perchè Shmuel Peleg era in possesso del documento? Probabilmente lo aveva preso dopo la tragedia del Mottarone nell'abitazione di Pavia della figlia. Una sorveglianza «dinamica» disposta dalla procura soprattutto nei giorni in cui il nonno poteva incontrare il piccolo. Ma sembra che, per una dimenticanza, gli zii di Eitan sabato scorso non abbiano avvisato la polizia. Così Shmuel Peleg ha avuto campo libero. --© RIPRODUZIONE RISERVATA