Dalla Broni-Stradella altro no al biodigestore di Arena Po

Arena poAnche la Broni-Stradella Pubblica si schiera contro il progetto di insediamento di un biodigestore sul territorio di Arena Po, in località Bardoneggia. La posizione della municipalizzata stradellina è stata espressa dal presidente Luigi Giannini nel corso di un incontro che si è svolto nella sala polifunzionale della frazione Ripaldina. Alla riunione erano presenti il sindaco di Arena Po, Alessandro Belforti, i colleghi di Zenevredo e Bosnasco, Pietro Gramegna e Flavio Vercesi, l'assessore all'Ecologia del Comune di Stradella, Roberta Reguzzi, i titolari della ditta Edilfibro, i rappresentanti dei gruppi di minoranza in consiglio. Tra gli ospiti anche la sindaca di Castel San Giovanni, Lucia Fontana, visto che il progetto prevede che l'impianto di trattamento dei rifiuti sorga in un terreno poco distante dalla ex SS10 Via Emilia, a ridosso del confine con l'Emilia Romagna, con conseguenze quindi anche per quel territorio. L'amministrazione comunale di Arena si era già dichiarata contraria all'insediamento dell'impianto, posizione poi ribadita all'unanimità dal consiglio comunale del paese al termine del dibattito sulla mozione presentata dal capogruppo di minoranza della Lega, Andrea Scagni. Così ora alla Broni-Stradella Pubblica è stato dato il compito di coordinare le prossime mosse, in vista del tavolo tecnico, convocato in Provincia per il mese di ottobre, in cui si discuterà se autorizzare o meno l'impianto: «Daremo mandato ai nostri legali e a professionisti esperti di preparare la documentazione necessaria da presentare in Provincia per spiegare le ragioni della contrarietà al biodigestore - spiega Giannini, che era accompagnato all'incontro dal predecessore Siro Lucchini, che aveva iniziato a seguire la pratica - Ci sono motivazioni di tipo ambientale e viabilistico che rendono impraticabile l'insediamento». La mobilitazioneIl progetto, presentato dalla società Padana Green Energy, la stessa che sta tentando di insediare impianti simili a Voghera e Casei Gerola, era già stato osteggiato fin da subito anche dai Comuni confinanti, sia oltrepadani che fuori provincia, preoccupati per la questione ambientale e di valorizzazione del territorio e per le ripercussioni sul traffico: l'aumento del passaggio dei mezzi pesanti, infatti, secondo gli amministratori, andrebbe ad appesantire notevolmente il traffico già difficoltoso lungo la via Emilia sia verso Stradella che verso Castel San Giovanni. Da qui la decisione di affidare alla Broni-Stradella il coordinamento delle azioni e la stesura delle relazioni tecniche per cercare di bloccare una volta l'impianto. --Oliviero Maggi