Nelle aziende manifatturiere in presenza subito dopo le ferie
il casoPaviaI palazzi di banche, assicurazioni e aziende terziarie di Milano, dove lo smart working è ancora molto diffuso sono "lontani" da Pavia. Una provincia di sanità, dove per forza di cose si lavora in presenza, ma anche di grandi aziende ancora legate a stretto giro alla parte produttiva vera e propria. Luoghi dove uffici e fabbrica devono dialogare. E dove quindi lo smart working, di fatto, è già stato archiviato. È il caso ad esempio della Riso Scotti dove tutti i lavoratori, anche negli uffici, sono rientrati in presenza proprio in questi giorni. L'azienda di viale Lodi non ha mai chiuso per ferie, ma dalla scorsa settimana c'è stato il rientro dalle vacanze di molti dipendenti. E tutti si sono ritrovati in ufficio. In tutto la celebre riseria pavese conta in città su 250 lavoratori, la maggior parte nei reparti produttivi. «Abbiamo avuto tempo nei mesi ad impostare e testare protocolli di sicurezza che consentono il lavoro in presenza, fondamentale per noi, abituati a lavorare in team e che riconosciamo la condivisione e la partecipazione come valori essenziali - spiegano dalla Riso Scotti -. Per altro, abbiamo un'altissima percentuale di vaccinati con green pass. Insomma, guardiamo con fiducia ad una normalità, seppur sempre molto vigili e rispettosi delle regole». Anche alla Fedegari di Albuzzano c'è stato un rientro negli uffici in presenza già a partire da quest'estate. L'azienda alle porte di Pavia produce autoclavi vendute in tutto il mondo. Nel sito di Albuzzano ci sono 400 dipendenti, la maggior parte nell'area produttiva. «Siamo tutti in presenza, anche negli uffici, già da qualche tempo» ha spiegato ieri l'ufficio personale dell'azienda di Albuzzano.Pochi lavoratori in "remoto" anche tra gli oltre 700 dipendenti della raffineria Eni di Sannazzaro, in Lomellina. «Il tipo di produzione dell'impianto di Sannazzaro richiede ovviamente la presenza - evidenzia il sindacalista della Uil, Alberto Pozzati -. In remoto lavorano solo alcune figure degli uffici della raffineria. Eni però ha ancora moltissimi dipendenti in lavoro agile nella sede centrale degli uffici a San Donato Milanese, dove sono assunti anche molti residenti in provincia di Pavia». Fino al 31 dicembre, quando scadrà lo stato d'emergenza, il lavoro agile potrà essere disposto dalle aziende private senza necessità di accordi interni con i lavoratori. La data del 31 dicembre non è casuale: è la fine dello stato d'emergenza, prorogato più volte dopo lo scoppio della pandemia. Successivamente, ed è già aperto il dibattito a livello nazionale, sarà la contrattazione interna tra aziende e lavoratori a definire se e come il lavoro agile continuerà. Con le attuali norme anti contagio, quindi quelle da zona bianca, non c'è comunque nessun obbligo per le aziende di dover garantire il lavoro da remoto. Anche in caso di zona gialla la situazione rimarrebbe pressoché identica.--S.Bar.