Il "vecchio" Palio di Pavia
p.vittorio chiericoNello scrivere del "Palio di Pavia", ovvero del gioco del "Salto di tirare il collo all'oca", è tradizione consolidata citare, in premessa, la débâcle subita nel 390 a.C. dai soldati di Brenno nel corso di un assalto notturno al Campidoglio di Roma. Grazie allo strepitare delle oche sacre a Giunone, i soldati romani si svegliarono dal sonno e riuscirono a respingere l'orda selvaggia.La leggenda racconta che durante il ritorno in Gallia, Brenno decise una sosta a Pavia dove i soldati si dedicarono a ogni tipo di divertimento. Ciò che rimase nella memoria cittadina fu la caccia alle oche scatenata per vendicare l'onta subìta.leggenda e realtàAlcuni parlano di un premio elargito da Brenno per ogni testa dei bianchi pennuti riportata, altri di un macabro gioco dove le oche stavano appese per le zampe a una fune. Se questa è leggenda, la realtà non si discostava molto perché a Pavia, sino alla prima metà dell'Ottocento, si svolgeva un'antica festa ispirata al "Tirare il collo all'oca". Lo attestano il pavese Defendente Sacchi nel 1829 raccontando della Festa denominata tirare il collo all'oca, che segue talvolta il 15 agosto in Pavia e un componimento dialettale del 1834 di Giuseppe Bignami dal titolo La Festa da tirà 'l coll all'oca. Del dopo non abbiamo traccia. la riscopertaAll'Ente Provinciale del Turismo di Pavia va il merito nella primavera 1957 di aver recuperato la tradizione di svolgere l'antica festa ormai dimenticata. Il presidente Alberto Ricevuti (ex sindaco di Pavia), il direttore Desiderio Maggioni con lo scultore Carlo Mo e Davide Turconi presentarono l'edizione moderna del Salt ad l'oca, ambientato nella metà del Trecento durante le lotte tra i casati pavesi per conquistare la leadership cittadina e lo scontro finale con Galeazzo II Visconti. Dopo un paio di edizioni, il Palio assunse la sua veste definitiva con la disputa di due prove: il Torneo delle Torri e la staffetta nuoto-voga in barcé. i dieci "rioni"Alla tenzone partecipavano i dieci rioni di Pavia abbinati ad altrettanti nobili casati: Borgo Basso (Pietra), Borgo Alto (Del Maino), Centro (Beccaria), Porta Nuova (Bottigella), Porta Calcinara (Belcredi), Assi San Paolo (Bellingeri), San Pietro (Salimbene), San Giuseppe (Langosco), San Mauro (Cani), San Lanfranco (Spelta). La prima prova si svolgeva alla vigilia dei santi Pietro e Paolo nel Castello Visconteo.Nove torri di legno "da battaglia", mosse e difese da sei contradaioli, si scontravano tra loro fino al disfacimento dell'ultima struttura che avrebbe avuto il diritto di sfidare in duello la torre dei Beccaria, la famiglia pavese notoriamente alleata dei Visconti.il giorno della sfidaIl giorno dei santi Pietro e Paolo veniva disputata la staffetta nuoto-voga, preceduta da un corteo storico reso famoso da centinaia di figuranti e dallo sfarzo dei costumi (i più belli creati dalla Casa d'Arte Fiore di Milano). Si disputavano quattro sezioni, una di voga su di un percorso di 800 metri e tre di nuoto di 130 metri ciascuna, nel tratto di fiume tra il Ponte Coperto e la sede della Battellieri Colombo. L'ultimo nuotatore della staffetta aveva il compito di salire sulla zattera posta sul traguardo e spiccare l'unico salto a disposizione per strappare il collo dell'oca (di pezza) appesa a una corda. Al rione vincitore veniva concesso di custodire per un anno il Palio, ovvero lo stendardo, l'oggetto del desiderio dei contradaioli.Il drappo pare fosse stato confezionato dalle suore dell'Istituto San Giorgio della Congregazione di Maria Bambina del complesso scolastico di via Bernardino da Feltre. Oggi è conservato presso la sede della Provincia di Pavia.l'albo d'oroNel 1957 il palio è stato disputato, ma non risulta assegnato; nel 1958 ha vinto il rione Centro; nel 1959 e nel 1960 il rione di San Mauro; nel 1961 il palio non si è disputato; nel 1962 il Borgo Basso. --Per chi volesse approfondire l'argomento si segnala il libro di Pier Vittorio Chierico Il salto di tirare il collo all'oca, Pavia, Pime Editrice,2016 (come tutti i libri dello stesso autore, otlre che nelle librerie cittadine i volumi sono disponibili alla sedel Club Vogatori Pavesi sul barcone ormeggiato lungo via Milazzo).