«Un'occasione persa per la città» Tanta solidarietà alla direttrice
le reazioniAnna Ghezzi / paviaChe il rinnovamento di Francesca Bertoglio al Fraschini avesse scosso parte degli abbonati antichi era noto: proteste, spettacoli abbandonati a metà e pellegrinaggi al Mezzabarba. Altri, invece, piangono un'occasione perduta: «Sono sconvolta - dice Antonella Campagna, responsabile attività culturali della Biblioteca universitaria - Bertoglio ha fatto un lavoro fantastico, aprendo il teatro alla città. Una risorsa importantissima per una città che culturalmente sta morendo». «Ha dimostrato competenza, coraggio nelle scelte, imprenditorialità - dice Andrea Grisi della Libreria Il Delfino, protagonista con altri dell'appuntamento C'è splendore durante la chiusura Covid -. Siamo abbonati a danza e opera: lei ha fatto scelte di qualità, ardite per il pubblico pavese ma con la capacità di guardare avanti. Ha provato a fare rete in città e anche approfondimento per il pubblico». Gli fa eco la moglie Cristina Scalabrini, responsabile editoriale scuola primaria alla Mondadori: «Scelte di programmazione straordinarie. Anche la prossima rassegna, Have no fear, va in questa direzione. Questo, per me, è rilanciare la città in una prospettiva internazionale, così come la produzione con Emma Dante: una direzione artistica di cui andar fieri». Malva Bogliotti, direttore artistico di InCanto in musica e Porter teatro aggiunge: «Aveva una visione: ha cercato di allargare i confini della rassegna del Fraschini, coinvolgere il pubblico, abbassare l'età della platea e creare commistione tra generi. Fare del teatro non solo una vetrina sociale ma un luogo di proposte culturale e della città. Il tutto con proposte nuove e coraggiose, riuscendo a portare i giovani anche alla classica: la mancata conferma è un peccato per la città, ma lei farà bene ovunque andrà». Giulia Francioni, 37 anni, abbonata e socia della Compagnia della corte ci aveva lavorato per Expo: «È stata lucida nell'analizzare le problematiche di un teatro provinciale. Ha riportato i giovani a teatro, messo in discussione prassi, rinnovato biglietteria, comunicazione e fatto scelte coraggiose, non ultima quella del Rito sospeso: lavoro di partecipazione e condivisione che a Pavia non si era fatto mai». «Andrò contro corrente - dice Cesare Vitali, abbonato - io vado a teatro da quando ho 8 anni e da quando c'è questa signora non mi è piaciuta mai la programmazione, tutta "avanguardia". Ma per me l'avanguardia è intelligente, non testi manipolati e non recitati. Il vecchio direttore alternava tradizione a cose che potevano piacere ai giovani. Lei no. Pessimo, però, il bando a luglio, quando nessuno vede: mi sarei candidato. E perché non dire chi sono i 17 nomi? Forse si sa già chi mettere». --