Ospedali, in mensa solo col Green pass Esclusi gli impiegati mai immunizzati
PAVIAAccesso alla mensa aziendale solo con green pass o con tampone valido 48 ore. Asst si attiene a quanto indicato nel decreto legge che stabilisce l'obbligo di esibire il certificato verde anche nelle mense delle aziende, ma decide di non erogare lunch box. E le organizzazioni sindacali insorgono. «Viene leso un diritto dei lavoratori», dicono i sindacati, ricordando che l'obbligo vaccinale esiste solo per il personale sanitario. In Asst, su 3.400 dipendenti, 675 appartengono al comparto non sanitario.Si tratta di personale amministrativo e tecnico (non sanitario). E, tra questi 675, qualcuno ha deciso di non immunizzarsi contro il Covid.otto ospedali, sette menseDegli otto ospedali gestiti da Asst, sette sono dotati di mensa. Le più grandi a Vigevano, Voghera, Mede e Stradella. Servizio appaltato alla Serenissima. Per accedervi, come prevede la normativa vigente, è quindi necessario, se non si è muniti di green pass, sottoporsi ad un test antigenico rapido o ad un tampone molecolare che «dovranno dare esito negativo», si precisa in una nota dell'Azienda socio sanitaria territoriale. Ma è proprio questo il punto sul quale insorgono i sindacati. Perché «è impensabile che un lavoratore si debba sottoporre ad un tampone ogni due giorni e peraltro a spese proprie».sindacati all'attacco«Si tratta di un comportamento inaccettabile - sostiene Roberto Gentile, segretario provinciale Fials -. Asst è infatti l'unica azienda del nostro territorio che non prevede un'alternativa. La nostra organizzazione non strizza l'occhio ai no vax, ma si batte per tutelare i diritti di tutti i lavoratori. E a coloro che non risultano vaccinati va comunque assicurato il diritto alla mensa. Devono quindi essere predisposti box lunch o ticket restaurant sostitutivi del servizio per chi non è dotato di green pass. Non è possibile ignorare che test antigenici rapidi o tamponi molecolari hanno una validità di 48 ore e i costi aggiuntivi a carico dei dipendenti sono eccessivi». Domenico Mogavino, segretario provinciale Cisl, parla di «atteggiamento scorretto» e chiarisce: «La nostra organizzazione sindacale è pro green pass e pro vaccino, ma non si può ignorare il fatto che un lavoratore abbia il diritto di accedere alla mensa. In questo modo viene leso un suo diritto. E non è possibile paragonare una mensa aziendale ad un ristorante dove invece si va per piacere». «Va integrato il provvedimento di Asst, e rivolto a coloro che non sono in possesso di green pass - sostiene Patrizia Sturini, segretario provinciale Cgil -. Deve infatti essere data la possibilità di avere il box lunch a chi è sprovvisto di certificato verde. L'azienda deve predisporre le modalità organizzative necessarie a consentire l'accesso, garantendo a tutti il diritto alla mensa». E Alessandro Gattone, coordinatore delle Rsu di Asst Pavia, aggiunge: «Da tempo sto sollecitando l'azienda di assicurare un pasto alternativo a chi non può entrare in mensa. Si tratta di un diritto irrinunciabile». --Stefania Prato