Green Pass e ristoranti Verifiche in caso di anomalie

Grazia Longo / ROMACon una circolare il Viminale ribadisce che i gestori dei ristoranti non devono chiedere il documento di identità a chi esibisce il Green pass. Ma c'è un ma e riguarda evidenti anomalie o contraddizioni, come ad esempio la circostanza di una donna che esibisca il certificato verde con il nome di un uomo. Di fronte a una tale incongruenza il titolare del ristorante è obbligato a sollecitare l'esibizione di un documento di identità. Lo stesso vale per grandi kermesse come congressi o fiere, monitorati da steward che possono verificare l'identità delle persone. E in ogni caso le forze dell'ordine procederanno con controlli a campione, soprattutto nei luoghi della movida. Nel caso del mancato possesso del Green pass nei ristoranti o altri luoghi dove sono necessari (come palestre, musei, cinema) verranno puniti con una multa tra 400 e 1.000 sia clienti sia gestori, mentre quando il Green pass rivelasse un'identità fasulla verrà punito solo il cliente. Sulla circolare emanata ieri sera dalla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, interviene anche il Garante della privacy che ribadisce, laddove necessario, la possibilità anche per i ristoratori di verificare l'identità dei loro avventori. Una considerazione ha scatenato una polemica, di fatto inesistente perché il Garante non parla di obbligo. La sua precisazione arriva in risposta a un quesito rivolto all'Autorità dalla Regione Piemonte sull'attività di verifica e di identificazione da parte degli esercenti di ristoranti e bar. Su questo punto «il Collegio ha specificato che le figure autorizzate alla verifica dell'identità personale sono quelle indicate nell'articolo 13 del Dpcm 17 giugno 2021 con le modalità in esso indicate, salvo ulteriori modifiche che dovessero sopravvenire». Ossia anche i titolari di pubblici esercizi, possono (non devono) verificare anche l'identità. Le polemiche tuttavia non mancano. Soprattutto sul fronte della scuola. Il Presidente nazionale dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, con riferimento alle procedure di controllo del Greenpass del personale scolastico, osserva che «verificare di continuo il possesso del Green pass da parte di tutti i lavoratori della scuola è molto inefficiente, in quanto gli stessi sono in massima parte vaccinati. È necessario quindi che le scuole possano escludere a monte, dal controllo, i dipendenti che risultino già immunizzati». E per rafforzare la sua tesi Giannelli prosegue: «Questo potrà agevolmente ottenersi se il sistema sanitario comunicherà alle scuole le dovute informazioni. La legge attribuisce al Ministero la possibilità di intervenire attraverso una Circolare applicativa che consenta di non aggravare di inutili controlli le scuole e i tantissimi docenti e ata che sono già in regola. Chiediamo pertanto che si provveda tempestivamente». Anche la Cisl Scuola appoggia la richiesta dei presidi ma avanza un'ulteriore rivendicazione: «Chiediamo al generale Figliuolo i dati reali, a partire dai colpiti da Covid nel settore scolastico e dei vaccinati - dice la segretaria Maddalena Gissi -. I sistemi informatici possono comunicare alle scuole direttamente ma a noi servono i numeri distinti per Regioni. In questo modo si potranno fare valutazioni mirate. I tanti fragili saranno chiamati a certificare le situazioni di rischio e questo non potrà avvenire attraverso un sistema informativo». Ieri, intanto nel nostro Paese si sono registrati 5. 636 nuovi contagi da Covid, mentre i morti sono stati 31. Il tasso di positività si attesta al 2, 3%. Aumentano purtroppo i ricoveri in ospedale: sale al 4% il tasso di occupazione delle terapie intensive. A preoccupare sono le percentuali di ospedalizzazione di alcune regioni (a livello nazionale siamo al 5% per i ricoveri ordinari): per esempio la Sicilia ha il 14% di posti occupati in area non critica, subito sotto la soglia del 15%, indicata come uno dei parametri per il passaggio in zona gialla. E sono a rischio «giallo» anche Sardegna e Calabria. Il presidente della Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (Fiaso), Giovanni Migliore, indica che non è stato vaccinato il 90% dei pazienti in rianimazione. «I responsabili delle terapie intensive - osserva Migliore - ci dicono che quasi tutti i loro pazienti affetti da Covid, il 90%, non sono vaccinati, e ciò conferma che il vaccino è l'arma più efficace a disposizione per contrastare la pandemia». Nel mondo 202 milioni di contagi e 4,2 milioni di morti Covid. Nuovo picco di contagi in Cina dall'inizio della seconda ondata. --© RIPRODUZIONE RISERVATA