Messi e Lukaku, l'addio è servito Psg e Chelsea pronti ad accoglierli

MILANOUfficiale il divorzio tra Leo Messi e il Barcellona, mentre il Chelsea "assedia" l'Inter per Romelu Lukaku. Due casi che scuotono l'estate del calcio.La resa dei blaugranaUn monte stipendi ripido come l'Everest, aggiunto al fair-play finanziario introdotto dalla Liga. Trattenere Messi al Barcellona «avrebbe comportato dei rischi» per la tenuta dei conti, rischi che il club «era comunque disposto a correre», ha premesso il presidente Joan Laporta, il giorno dopo l'inatteso annuncio della rinuncia al fuoriclasse argentino. Ma quando, «abbiamo realizzato nel dettaglio l'abominevole situazione ereditata», dalla dirigenza di Josep Bartomeu, ovvero che le buste paga della rosa «assorbono il 110% delle entrate», si è dovuto prendere atto che Messi è diventato un lusso insostenibile. «Non abbiamo margine per gli stipendi», ha mestamente ammesso Laporta. Perdite per quasi mezzo miliardo. È ora c'è l'ostacolo ulteriore del monte ingaggi. A nulla è servita la disponibilità di Messi a dimezzare il proprio, spalmandolo su 5 anni. Le nuove regole impegnano il Barcellona a portare il tetto salariale a meno di 200 milioni. Quindi non c'era spazio per continuare la trattativa. Il futuro di Messi? La stampa francese dà in pole il Psg. Sarebbe stato addirittura Neymar (suo compagno dal 2013 al 2017) ad anticipare la notizia nella chat della squadra. Il club parigino è uno dei pochi, forse il solo, a potersi sobbarcare uno stipendio stratosferico. Messi ha incassato 138,8 milioni di euro lordi (74,9 netti) l'anno, senza contare i diritti di immagine. Poi ci sono i petrodollari del Manchester City. «In questo momento non è nei nostri programmi», ha però messo le mani avanti Pep Guardiola.Il pressing del ChelseaL'Inter non vuole tirarla troppo per le lunghe: il Chelsea deve alzare la sua offerta se vuole davvero riportare a Londra Romelu Lukaku. Non sembrano bastare le prime proposte arrivate a Milano con inserimento anche di contropartite tecniche, perché il club nerazzurro vuole 120/130 milioni solo cash da poter reinvestire, almeno in parte, sull'erede dell'attaccante belga. Una situazione non facile, anche perché manca sempre meno all'inizio del campionato. I nerazzurri di Inzaghi esordiranno il 21 agosto a San Siro contro il Genoa: considerando anche l'assenza di Lautaro Martinez, che sarà squalificato, il rinforzo in attacco serve al più presto nel caso in cui dovesse alla fine davvero partire Lukaku. Un'ipotesi che appare comunque la più probabile, visto che la distanza tra l'offerta del Chelsea (intorno ai 100 milioni) e la richiesta del club nerazzurro non è eccessiva e soprattutto che la volontà dell'attaccante è di tornare in Premier. Intanto il giocatore è tranquillo, potrebbe non giocare nell'amichevole di domani contro il Parma. Per il dopo-Lukaku la pista più calda sembra portare a Duvan Zapata; sullo sfondo resta l'opzione Vlahovic, ma la Fiorentina fa muro. Infine Scamacca del Sassuolo. --