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Maria Fiore / PAVIA«Non ha collaborato con la giustizia e non ha dato alcun segno di pentimento, né chiesto scusa alle vittime». Nessuna attenuante, quindi, secondo il pm Andrea Zanoncelli, che ieri ha chiesto una condanna a 11 anni e 4 mesi (da una pena base di 18 anni, ridotta per il rito abbreviato) per Sergio Contrini, 64 anni, ex assessore ai Servizi sociali del Comune di Pavia, in carcere da febbraio con l'accusa di avere saccheggiato i conti e i patrimoni degli anziani di cui era amministratore di sostegno. Contrini, accusato di peculato e omissione di atti di ufficio, non era presente all'udienza davanti al giudice Luigi Riganti, che si è svolta a porte chiuse per la scelta del rito (i suoi difensori Riccardo Ricotti e Alberto Assanelli hanno chiesto e ottenuto il giudizio abbreviato): pochi giorni fa aveva annunciato che non avrebbe partecipato al processo. E mentre l'avvocato del suo amico Douglas Di Modica, finito nei guai per la stessa accusa, leggeva la lettera di scuse alle vittime, da Contrini non è arrivata alcuna parola di rammarico. quaranta le vittime Nella requisitoria il pubblico ministero Zanoncelli, titolare dell'inchiesta avviata dalle denunce dei parenti degli anziani o dei nuovi amministratori nominati dopo Contrini, ha ricostruito la vicenda, partendo dai casi ritenuti più gravi. Come quello della donna disabile ospitata in una casa di riposo e costretta poi a spostarsi in un'altra struttura perché rimasta senza soldi per pagare le rette. In questa storia (seguita dall'avvocata Claudia Sclavi e dall'amministratrice di sostegno Alessandra Quatrini) mancano all'appello oltre 180mila euro, i risparmi di una vita.Ma c'è anche il caso (seguito dagli avvocati Valeria Fasani e Fabrizio Gnocchi) di un anziano ospite, alla fine del 2018, di una casa di riposo di Albuzzano (è poi deceduto): la famiglia scopre che le rette non sono state pagate da Contrini, suo amministratore di sostegno, e dalle verifiche emerge un ammanco di oltre 55mila euro. E ancora, il caso di due fratelli disabili, entrambi ricoverati in una struttura, a cui sarebbe stato svuotato il conto (avvocato Yuri Lissandrin). Quaranta vittime si sono costituite parte civile. L'ammanco precisato dalla finanza è di 1,8 milioni di euro, ma anomalie sono state riscontrate sui conti correnti per una cifra ancora più alta, di 2,66 milioni. «non è un mostro» Il pubblico ministero, che ha chiesto anche di trasformare i sequestri dei beni in sequestri conservativi in vista del risarcimento dei danni alle vittime, ha sottolineato la «scarsa collaborazione tenuta da Contrini» anche in relazione all'interrogatorio dopo il suo arresto, in cui Contrini ha fornito «una spiegazione generica e fuorviante» degli ammanchi di denaro. Poi è toccato ai difensori dell'ex assessore, che hanno invece invocato la concessione delle attenuanti generiche e ripercorso la vita di Contrini, «di politico che ha aiutato tante persone», precisando che «non è un mostro», nonostante gli errori che possono essere stati commessi. --