Senza Titolo
ScuolaQuelle tre ragazzeche aprono il cuore"Proprio perché la scuola ha significato così tanto per noi, vorremmo oggi provare a spiegare come mai quando guardiamo noi stessi o quando ci guardiamo intorno, ci è difficile guardare questo momento di celebrazione senza condividere con voi alcune preoccupazioni".Inizia così il discorso tenuto dalla pavese Virginia Magnaghi, da Valeria Spacciante e Virginia Grossi, neodiplomate alla Scuola Normale Superiore di Pisa che, con la collaborazione e l'appoggio di altri dieci neodiplomati, elencano ingiustizie, disuguaglianze, precarietà tutto in nome della logica del profitto.Quelli della mia generazione cominciano a fare bilanci e a sentire l'urgenza di lasciare qualcosa alle spalle. Quando ho visto il vostro video, quando ho sentito le vostre parole, l'impressione è stata di un'aurora nel buio. Mi sono ritrovato a pensare con gioia che non tutto era stato speso invano, che qualcuno pronto a raccogliere il testimone c'è, che i giovani non sono quelli descritti dai giornali e sono pronti a continuare. Sarà faticoso, non c'è niente di facile e le delusioni sono dietro l'angolo.Certo, come canta Guccini "...chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare/ fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso". Ma io non vi dirò di sicuro queste parole: continuate, è già una vittoria essere come voi, non darsi per vinti e tentare di cambiare il mondo. Esserci per resistere e per creare una società più giusta.Grazie per il vostro coraggio.Gipo Anfosso. PaviaIl caso VogheraTroppa confusioneper fare delle scelteNon credo opportuno in questo momento commentare l'episodio accaduto a Voghera e che ha visto purtroppo un tragico epilogo.Perché ovviamente solo la Magistratura pavese potrà esprimere una verità processuale ricostruendo sia la dinamica che l'elemento psicologico che hanno determinato il fatto.Alcune considerazioni però si possono svolgere in generale su uno dei temi che più sensibilizza l'opinione pubblica e cioè quello della sicurezza.Gli schieramenti politici hanno delineato, nel tempo, strategie diametralmente opposte e molto chiare per i cittadini italiani che su questo cosi come su altro dovrebbero poter incidere.Si tratterebbe quindi di decidere come affrontare, la questione che determina così tante divisioni e tensioni.E qui iniziano le note dolenti, poiché naturalmente governi che cercano di ricomprendere "tutto e il suo contrario" determinano sui grandi temi irrisolti della società italiana, la paralisi completa.Lo constatiamo quotidianamente anche su ogni situazione dove si esprime una legittima contrapposizione e che un governo che rappresentasse la maggioranza degli italiani dovrebbe affrontare, ad esempio il tema della giustizia, del fisco, delle politiche sociali.In materia di ordine pubblico c'è chi ritiene poi che si debbano fare scelte di totale inclusione, chi invece al contrario, che si debba irrigidire il quadro delle regole.Sia l'una che l'altra tesi richiedono strumenti normativi, risorse e coerenza di comportamenti con indicazioni chiare alle Forze dell'Ordine e alla Magistratura.Se questo non accade, come al momento verifichiamo, è perché il coacervo dei partiti di coalizione non può arretrare dalle proprie posizioni contingenti e quindi finisce per ingenerare una radicalizzazione alla base e una pericolosa frustrazione dei rispettivi principi, tra l'altro propagandati senza soluzione di continuità. Con il paradosso che un governo che vorrebbe rappresentare quasi tutti finisce col rappresentare quasi nessuno.Servirà ancora del tempo prima che i cittadini possano esprimersi dando la preferenza ad una impostazione oppure all'altra, ma con ottimismo aspettiamo questo momento.Per adesso abbiamo la certezza che l'unico soggetto a non rischiare è il governo che di volta in volta si consolida con gli accordi sulla Rai, piuttosto che concertando la nomina dei Commissari dell'alta velocità Salerno-Reggio Calabria o ancora sui consulenti che i Ministri e i Sottosegretari possono assoldare per spiegarci come spendere al meglio le risorse a debito che stanno arrivando dall'Europa.Maurizio Niutta. PaviaDialettoCanàl l'è da rispetàQuänd descrivam al nòs Tesin /suma sempar lì a decantài /sò bèles e i sò cantunin /che, a gratis, jèn lì da duprà. /L'è asür. L'è armunius. /Al basa riv riguglius, /indè d'estad tsè invuglià a fermàt /par puciat dentar a rifrescàt. /L'è me vès dentar a un paradis perfèt / disegnà da un fantasius architèt, /che tüt i àn al cambia al sò prugèt / spustand gerón e gerèt, /e parchè nò, ánca i ras-cèt. /Al sò percurs l'è mai istés. /Dumandegal ai giarginés / ca s'ingéran a lür spés. /Canàl l'è un bèl amis; da rispetà. / L'è nò da ciapal sut gämba; /devat dagh da trà. /Lu al ta presenta i sò dificultà. /Gir ad curént, pidariö e mulént /bàs fundal e prufónd fundón/ che sa tsè bón nò "d'interpretà" / l'è un atim finì "malciapà". /L'è nò un sit par di büli daslaidà / cas trän déntar a la và la và! / Parché l'è un atim finì negà /sa ghè nò un quèi curagius / cat vegnan a salvà. /Canàl l'è un bèl fiüm armunius. /Ma, a dagh tròpa cunfidensa,/l'è periculus.Roberto Barbieri. Pavia