Pavia, il nuovo volto sul Ticino Fracassi cerca idee e proposte

Fabrizio Merli / paviaProgetto Pavia città d'acqua (sottotitolo Waterfront): da ieri sono scattati i termini per raccogliere suggerimenti e proposte. Ordini professionali e associazioni avranno tempo sino al 30 settembre per dire la loro sul piani di riqualificazione della sponda destra del Ticino per il quale la Regione ha assegnato al Mezzabarba 15 milioni provenienti dall'Europa. Poi il Comune firmerà il protocollo d'intesa con il governatore Fontana e si passerà alla fase esecutiva.la presentazioneIl progetto è stato presentato pubblicamente, ieri pomeriggio, nel cortile del Broletto. Sul palco si sono alternati il sindaco Fabrizio Fracassi, l'assessore all'Urbanistica, Massimiliano Koch, i dirigenti Giovanni Biolzi e Valentina Dalmanzio.Il sindaco ha spiegato il significato di un progetto che fonde l'attenzione per il fiume come fulcro della città all'attenzione per il sociale, con particolare riferimento alle persone più fragili e alle povertà che stanno venendo alla luce dopo un anno e mezzo di pandemia. Una visione sospesa tra il passato del Ticino vivibile e vissuto e il futuro del parco dell'innovazione Gerolamo Cardano, che Pavia ha intenzione di costruire a Pavia Ovest.i punti cardineÈ spettato a Valentina Dalmanzio, responsabile dell'unità operativa rigenerazione urbana, illustrare i punti principali del progetto Waterfront. Il piano prevede tra le altre cose di riqualificare la centrale del Molinazzo, l'ex piscina del Chiozzo, l'ex serra comunale negli orti borromaici (che sarà utilizzata per finalità di inclusione sociale), e ancora di recuperare la ex caserma Rossani previa acquisizione dalla Cassa Depositi e Prestiti, per realizzare una nuova Mensa del povero in collaborazione con la parrocchia di San Mauro e la Casa del Giovane, oltre a un intervento di housing sociale temporaneo e il trasferimento di una parte dell'ex Arsenale all'Università per la realizzazione di un nuovo campus universitario. Si prevede anche di sistemare le aree verdi tra la basilica di San Lanfranco e la riva sinistra del Ticino, riqualificare la passeggiata lungo le Mura Spagnole, spostare il campo nomadi, recuperare l'ex gasometro e valorizzare il Confluente.i commentiAlla presentazione erano stati invitati don Gabriele Romanoni, in rappresentanza della diocesi di Pavia, Augusto Allegrini, presidente dell'ordine ingegneri della provincia di Pavia, Gian Luca Perinotto, presidente dell'ordine degli architetti della provincia, Alessandro Greco, delegato del rettore per l'edilizia dell'Università e Fabio Signorelli, consigliere del Parco del Ticino. Presente anche Francesco Caracciolo, direttore di Assolombarda Pavia.Don Romanoni ha sottolineato gli aspetti sociali che, coniugati al rispetto per l'ambiente, rievocherebbero l'enciclica "Laudato sì" di papa Francesco.Il presidente degli architetti, Perinotto, ha invece evidenziato come sarebbe importante anche recuperare il rapporto tra il fiume e il centro storico. Da parte dell'ingegner Allegrini vi è stata disponibilità a partecipare così come dal delegato del rettore per l'edilizia universitaria, Alessandro Greco, che ha tra l'altro ricordato un progetto dell'ateneo per colmare, con sistemi meccanici, il dislivello tra il Lungoticino e la bellissima passeggiata che costeggia il fiume e che corre alcuni metri più in basso, sulla sponda sinistra. --© RIPRODUZIONE RISERVATA