Emergenza nelle case di riposo «Mancano cento infermieri»
il casoPAVIANelle case di riposo della provincia di Pavia è emergenza personale. «Mancano infermieri, 1 o 2 per Rsa, in tutto oltre 100». A lanciare d'allarme è Giovanni Belloni, presidente di Simersa (Società italiana dei medici delle Rsa). Che spiega: «La situazione è problematica perchè, mentre negli ultimi 15 anni, il carico di lavoro nelle Rsa è aumentato, è diminuita la disponibilità di personale preparato. È difficile trovare infermieri a causa di una programmazione errata». E prosegue: «Molti professionisti hanno partecipato a concorsi per un lavoro in ospedale, perchè più remunerativo, o hanno scelto quella strada perchè la loro presenza era richiesta dagli hub vaccinali, impegnati nelle inoculazioni del siero anti-Covid. In sostanza chi lavora in una struttura ospedaliera ha uno stipendio più alto di 300-500 euro, cosa che indirizza naturalmente molti sanitari verso quella strada. Senza contare il fatto che per i giovani quella soluzione è ritenuta più qualificante».Mediamente un infermiere che lavora in una delle 84 Rsa della provincia di Pavia percepisce dalle 1.300 alle 1.500 euro al mese. Nelle residenze per anziani del territorio attualmente si contano 5.800 posti letto, quindi altrettanti ospiti a cui badare. Ma, se 15 anni fa l'80% degli anziani ricoverati nelle strutture era autosufficiente, e il 20% allettato, ora le percentuali sono invertite. «Questo significa che chi è chiamato a lavorare in una casa di riposo, oltre ad una preparazione professionale che debba essere all'altezza, deve anche fare i conti con una realtà mutata rispetto al passato: più impegnativa e pesante da gestire - sottolinea Belloni -. In questo contesto, l'attuale carenza di personale nelle Rsa, si pone come vera e propria emergenza. Gli infermieri rimasti ad operare nelle strutture si trovando a dover gestire turni di lavoro massacranti, situazione che poi si scarica sugli Oss (Operatori socio sanitari), i quali devono curare l'igiene e l'alimentazione degli allettati».«Gli infermieri rimasti sono costretti a sostenere turni straordinari in abbondanza - conclude il presidente di Simersa -. E, ciò nonostante, resta la difficoltà a gestire le notti. Anche la possibilità di rivolgersi alla cooperative per reclutare personale infermieristico non spesso garantisce soluzioni, perchè pure loro di operatori ne hanno pochi». --D.Z.