Senza Titolo
IL PERSONAGGIOGuglielmo Buccheri Mai un tuffo in Champions, mai in un Mondiale. L'Amsterdam Arena come teatro dei sogni perché, ad Amsterdam, ha debuttato da titolare nel marzo del 2017. Wembley come il luogo dei desideri perché, a Londra, ha giocato, sei giorni fa, la sfida più ingombrante della carriera almeno fino a questa sera. Gianluigi Gigio Donnarumma ha parato poco, molto poco in questo Europeo, non per demeriti personali, ma perché, davanti, ha un muro di colore azzurro: l'unica crepa contro l'Austria, ma senza danni. L'Uefa lo ha inserito nella formazione migliore della prima fase, unico dei ragazzi di Mancini e con l'Uefa si è confessato l'unica volta nell'avventura in corso. «Fuori dal campo sono timido e preferisco stare tranquillo. Ma durante la partita cambio completamente: sono molto più cattivo...», dice.A Monaco di Baviera, nello stadio, se non mito, comunque tra i più suggestivi al mondo, il portiere ormai ex Milan e prossimo alla firma con il Paris Saint Germain vivrà l'appuntamento più alto della carriera, giovane, ma già lunga. La prima in azzurro fu un lampo: a Bari, l'allora ct Ventura lo mise in campo all'inizio della ripresa al posto di Buffon nel test amichevole con la Francia e Gigio beccò gol sul suo palo da Kurzawa. Era il primo settembre di cinque stagioni fa, da quella sera ne sono passate altre ventinove fino alla Baviera: il viaggio ad Amsterdam lo consacrò perché riuscì a respingere, nel finale, due velenose conclusioni di Sneijder, la tappa a Wembley di sabato con l'Austria è stata la seconda, e più importante, dopo quella del marzo del 2018 con Di Biagio commissario tecnico e contro i padroni di casa in un gara solo simbolica per noi azzurri.All'Italia non si tira in porta: solo cinque sono i tiri nello specchio lasciati agli avversari in quattro gare, una la rete subita. Nessuno come noi. Stasera, ci proverà Lukaku, il volto copertina del Belgio che con la maglia dell'Inter addosso non ha mai dato punti di riferimento a Donnarumma: quattro incroci nei derby di campionato, quattro gol del centravanti belga con Gigio vittima in ognuna della quattro sfide. A Monaco lo scenario è diverso, il copione anche, almeno nelle intenzioni di un ct azzurro che non snaturerà la sua Italia per fermare i primi al mondo nel ranking Fifa. E Donnarumma dovrà dimostrarsi all'altezza del nome e delle aspettative di chi è pronto a dargli uno stipendio da 10 milioni di euro all'anno per i prossimi cinque anni, dieci che con i bonus possono diventare dodici sotto la Torre Eiffel. Donnarumma contro Lukaku scortato da Chiellini (o Acerbi) e Bonucci: il ragazzo timido che sogna ad occhi aperti a difesa dell'Italia. «Vivo il calcio per vincere un Europeo o un Mondiale», racconta. Anche lui in attesa della frase motivazionale che il suo vice Sirigu scrive ad ogni vigilia sulla chat del gruppo. «Ci dà una scarica di adrenalina pazzesca», sorride Pessina. --© RIPRODUZIONE RISERVATA