L'esercito degli irregolari quei 650mila stranieri invisibili per il vaccino
iL CASOVincenzo Ammaliato È un esercito di 650 mila anime quello degli immigrati presenti in Italia senza un regolare permesso di soggiorno. Sono tutti soggetti carichi di molti doveri e pochissimi diritti. Per fortuna, fra questi ultimi sono garantiti i servizi sanitari, ma solo quelli di base e indispensabili. Non avendo tessera sanitaria, quando accedono in un qualsiasi presidio sanitario a loro è rilasciata la tessera Stp, acronimo di «stranieri temporaneamente presenti», formata da un codice numerico soggettivo. Però, se si prova a inserirlo nel portale per la campagna vaccinale anti Covid, il sistema si blocca e non va avanti. Così gli irregolari tali restano anche nei confronti del coronavirus, esposti e vulnerabili. La prima Regione a correggere il tiro e a consentire le vaccinazioni ai non regolari è stata l'Emilia Romagna a inizio giugno. Dalla scorsa settimana è possibile anche in Campania e in Puglia. A breve anche i sistemi informatici di Veneto, Friuli, Toscana e Lazio saranno adeguati. Dagli assessorati delle altre regioni d'Italia, invece, poche informazioni in merito. Le associazioni di volontariato laiche e religiose che si prendono cura delle esigenze di stranieri e indigenti, per esempio, non hanno idea di cosa abbiano intenzione di fare sul delicato tema Lombardia, Piemonte e Calabria. In Sicilia ci sono province che sono partite con la campagna vaccinale per gli Stp, altre no. Insomma, è la parcellizzazione della sanità, che ancora una volta mostra le debolezze di un sistema che sotto pandemia si è fatto trovare più volte impreparato.La tanto auspicata immunità di gregge, nonostante gli sforzi collettivi, in determinate aree d'Italia potrebbe non arrivare mai se non saranno coinvolte anche le comunità di stranieri non regolari. Un caso su tutti, quello di Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove insieme ai suoi 27 mila residenti c'è un'altra città, fantasma solo dal punto di vista burocratico, che conta 20 mila immigrati irregolari. Tuttavia, il ministero della Sanità, con la circolare di sabato, ha dato uno stimolo in più alle regioni più recalcitranti affinché siano inseriti anche gli irregolari fra i soggetti destinatari di vaccini, suggerendo per loro Johnson&Johnson. Nella nota si legge delle preoccupazioni della variante Delta, che potrebbe diffondersi maggiormente proprio fra gli stranieri. Il ministero cita chiaramente i «lavoratori stagionali», più difficili di altri da rintracciare. Per le migliaia di loro impegnati in questi giorni nelle campagne di tutto il Paese probabilmente potrebbero essere istallati degli hub temporanei, dove inoculare il vaccino monodose. Intanto, nelle regioni che non hanno ancora adeguato il sistema informativo per Stp monta il disagio di quei 200 mila stranieri che due anni fa hanno aderito alla sanatoria per colf e lavoratori agricoli, che hanno regolare residenza, versano contributi all'Inps, ma che non possono fare prenotazione per il vaccino perché le pratiche sono sospese. In Lombardia, per esempio, dove c'è un quarto del totale di chi è in attesa di regolarizzazione, è stato valutato in un anno e mezzo solo l'un per cento delle richieste. Percentuali molto simili in Piemonte. «Ci salviamo solo insieme aveva detto Papa Francesco - racconta Daniela Pompeis, della Comunità di Sant'Egidio - e il Vaticano sta facendo la sua parte. L'elemosiniere del Papa sta continuando a offrire vaccini a stranieri non regolari e clochard della curia romana. Ad oggi sono stati vaccinati due mila soggetti. Ma nel resto d'Italia abbiamo ancora troppe aree scoperte». Senza vaccino in alcune regioni sono anche i cosiddetti Eni, europei non iscritti, comunitari che non fanno parte del trattato di Schengen, come romeni e bulgari, solitamente impegnanti in lavori agricoli stagionali. La Lombardia, per esempio, non ha mai rilasciato tale tessera, che invece è già utilizzata nei portali per le vaccinazioni in Emilia, Campania e Puglia. E si tratta di ulteriori 100mila persone. © RIPRODUZIONE RISERVATA