Michele Gazich, l'ebreo errante in concerto per il Piccolo Chiostro

m. grazia piccalugaUn cantastorie, l'incarnazione di un ebreo errante che accompagna le sue ballate con il violino e una voce magnetica. Sabato, alle 20, Michele Gazich sarà in concerto nella basilica del SS. Salvatore di Pavia (via Riviera), accompagnato da Marco Lamberti e Giovanna Famulari. E' l'occasione per incrociare le strade di questo artista - che ha legami stretti con Pavia - e per finanziare il progetto Più Arte per tutti, ideato da Decumano Est e associazione Piccolo chiostro di San Mauro (prenotazione obbligatoria: decumanoest@yahoo.it).Per Michele Gazich, musicista, poeta, produttore artistico, compositore, scrittore di canzoni, è un ritorno sulle scene dopo un anno di assenza per la pandemia. «Il destino vuole che il mio primo concerto, dopo tanto tempo, avvenga proprio a Pavia» racconta Gazich.Ha con la città un legame speciale? «Un legame forte, anche familiare. I miei zii Novella Gazich e Alberto Calligaro vivono a Pavia, sono docenti e hanno formato tanti pavesi nell'ambito dei licei e della ricerca universitaria. E poi c'è lo storico Spaziomusica, con Daniela Bonanni e Paolo Pieretto. Non posso poi non citare Nello Leandri, oggi scomparso: aveva un negozio di dischi che era anche un pretesto per praticare l'arte dell'incontro».Cosa proporrà sabato?«Reciterò e canterò accompagnandomi con viola, violino e pianoforte e mi affiancheranno, per la prima volta, il violoncello e la voce di Giovanna Famulari e naturalmente la chitarra, il bouzouki e la voce di Marco Lamberti, mio stretto collaboratore da quasi vent'anni. Il nostro concerto ha una forte connotazione spirituale: Dio sopravvive nei dettagli, nelle crepe dei centri commerciali. Il percorso si snoderà anche attraverso canzoni che sono omaggio a poeti, indagatori dello spirito, imperdonabili maestri, come Cristina Campo, Paul Celan o Pier Paolo Pasolini».L'assenza è stata lunga.«Vivo nella musica ogni istante della mia vita ma se per assenza si intende il non suonare più dal vivo, allora sì. Il concerto di sabato, sarà dunque il mio primo dopo quasi un anno e mezzo. La mia vita è sempre stata scandita, per decenni, da un percorso di circa cento concerti all'anno tra Stati Uniti ed Europa, ma, dal 5 febbraio 2020 (data in cui ho realizzato il mio ultimo concerto presso l'Università di Firenze), non ho più suonato dal vivo a causa della tragedia della pandemia».A breve uscirà anche il nuovo album, Argon. «L'Argon è un elemento chimico della tavola periodica, fa parte del gruppo dei gas nobili, perché hanno la caratteristica di non combinarsi o combinarsi a fatica con gli altri elementi. Argon è, inoltre, il titolo del primo racconto de Il sistema periodico (1975) di Primo Levi: descrive i suoi antenati ebrei piemontesi, che vivevano, in un atteggiamento di dignitosa astensione, a margine della società per forza e anche per scelta. Ecco, anche l'artista può essere ucciso, segregato, messo a margine, ma non sarà mai marginale». --