L'Uefa rivede i conti al ribasso Europeo 202 1 finirà in rosso
ROMAUn Europeo itinerante in versione "ridotta", ma pur sempre con obiettivi miliardari in termini di ricavi. Un anno dopo la decisione di rinviare Euro 2020 a causa della pandemia, l'Uefa si prepara a dare il via al torneo continentale in condizioni comunque complicate, seppur in diversi Paesi rappresenti un primo passo verso il ritorno alla normalità. E lo potrebbe rappresentare anche per le casse della Federcalcio europea. Euro 2016 aveva generato un indotto per l'economia francese pari a circa 1,2 miliardi di euro, con oltre 613mila tifosi e turisti arrivati nelle 13 città ospitanti capaci di spendere 625 milioni di euro complessivi.Numeri che, ovviamente, non saranno ripetibili, non solo perché la capienza negli stadi non sarà al 100%, ma anche perché la versione itinerante ridurrà comunque l'impatto sulle varie città sparse per l'Europa.L'assenza di buona parte del pubblico, inoltre, secondo alcuni studi elaborati dagli specialisti potrebbe portare a mancati introiti per circa 200 milioni aggregati tra i paesi che ospiteranno le gare della manifestazione continentale. Peso ridotto per chi aprirà di più, come San Pietroburgo e Baku in Russia e Azerbaidjan (capienza al 50%) e Budapest, in Ungheria (obiettivo 100% ma con rigidi requisiti di ingresso).Amsterdam, Bucarest, Copenaghen, Glasgow, Siviglia e Roma ospiteranno tra il 25%-33% della capienza dello stadio ospitante, anche se la sottosegretaria allo Sport del Governo DFraghi, l'ex campionessa di scherma azzurra Valentina Vezzali ha aperto le porte ad una crescita rispetto al 25% stabilito nel caso in cui la situazione dell'emergenza coronavirus dovesse migliorare. Infine a Monaco di Baviera ci saranno un minimo di 14.500 spettatori (22% della capienza), mentre Londra partirà dal 25% anche se l'Uefa spera di arrivare addirittura ad avere lo stadio di Wembley pieno per la finale che è in programma l'11 luglio nello stesso impianto. Per l'Uefa sarà comunque difficile raggiungere quota 1,9 miliardi di ricavi, ovverosia la cifra incassate per l'edizione 2016 (+38% rispetto al 2012) di cui però solo 270 milioni legati alla vendita dei biglietti, con costi per complessivi 595 milioni.Nel bilancio al 30 giugno 2020, la Federcalcio continentale ha indicato di aver posticipato, all'esercizio 2020/21, poco più di 1,3 miliardi di ricavi per contratti legati a Euro 2020, con costi per 504 milioni: numeri che nel frattempo l'Uefa spera di alzare per quanto riguarda i ricavi, con nuovi sponsor che si sono aggiunti nelle ultime settimane.Anche perché l'obiettivo è tornare ad avere conti in equilibrio, dopo il calo nel fatturato da 3,8 miliardi nel 2018/19 a 3,0 miliardi nel 2019/20 che ha portato ad un rosso pari a 74 milioni. In compenso il montepremi per il rendimento delle nazionali nel torneo è aumentato di 30 milioni di euro rispetto ai 301 distribuiti nel 2016: la partecipazione garantisce 9,25 milioni, nella fase a gruppi ogni vittoria vale 1 milione e i pareggi 500mila euro, gli ottavi di finale fruttano 1,5 milioni, i quarti 2,5 milioni, la semifinale 4, la finale 5 e la nazionale campione d'Europa ne ottiene altri 8. --