Il derby d'Italia si rovescia Inter scudettata, Juve in ansia
Antonio Barillà / TORINOParti invertite. Nove anni di supremazia azzerati. La Juventus s'accosta al derby d'Italia sperando di riagganciare la zona Champions League, sa che non sarà facile imporsi e, soprattutto, che potrebbe non bastare; l'Inter si presenta invece scudettata, ma non appagata, spinta da antiche ruggini e da nuovi stimoli: «Dopo tanti anni senza successi hanno avuto più fame di noi - riconosce Andrea Pirlo -. Non so se la loro rosa era più competitiva, ma se hanno vinto il campionato vuol dire che hanno fatto meglio». Il tecnico bianconero rinnova i complimenti, pur lasciando il punto interrogativo sul "pasillo", la passerella d'onore già concessa dalla Samp, ma non nasconde i rimpianti («Potevamo fare di più») né un'umanissima sensazione di gelosia: «Ci deve bruciare vedere venire allo Stadium la nuova squadra campione d'Italia. Ma le motivazioni saranno tante anche per l'obiettivo che dobbiamo raggiungere, abbiamo ancora possibilità per la Champions». Non dipende più solo da lui, i tre punti non garantiscono nulla: se una tra Atalanta, Milan e Napoli non frena resteranno un'impresa vuota e rimorsi più grandi. E se l'esclusione dalla top four dovesse resistere, il fallimento sportivo con i suoi gravi riflessi economici potrà diventare spunto di una rivoluzione. Parole pungentiAntonio Conte non ha esigenze di classifica, ma ha orgoglio da vendere, non dimentica le scintille di Coppa Italia e tiene a riaffermare la superiorità nerazzurra. «Arriveranno con la formazione migliore - sospira Andrea Pirlo - e cercheranno in tutti i modi di vincere: lo dico conoscendo il mister, ma anche cosa significa Juventus -Inter. Sarà importante non solo per noi: vorranno far vedere che sono i campioni d'Italia e dimostrarlo sul campo». Le parole del tecnico nerazzurro confermano tutto. Fiero: «Avevo pronosticato un campionato equilibrato e lo è, tranne che per l'Inter. Noi abbiamo preso un'altra strada e siamo andati dritti fino al traguardo». Pungente: «Rieccomi all'Allianz Stadium da campione d'Italia, chi lo avrebbe mai detto? Giocare questa sfida di ritorno con il titolo già assegnato». Soddisfatto: «Aver mangiato 39 punti in due anni alla Juventus certifica quanto di straordinario abbiamo fatto». Equilibri spostatiRacconta Conte che la vittoria in gara uno è stata preziosa per trasmettere consapevolezza e autostima, ripete che da lì è partita la corsa scudetto e che, tuttavia, mai avrebbe pensato di affrontare il ritorno da campione. In mezzo la Coppa Italia, la lite col presidente Agnelli, il suo gestaccio: pepe sparso su una partita che trasforma l'ex capitano in arbitro del destino bianconero. E allo Stadium, da campione d'Italia, tornerà anche Marotta, l'ad che ha spostato gli equilibri, meno impetuoso di Conte però a sua volta orgoglioso e, nell'intimo, compiaciuto per la grande rivincita. Insieme inaugurarono il ciclo bianconero, insieme dopo nove anni l'hanno chiuso. --© RIPRODUZIONE RISERVATA