Fusione di Terrepadane con Consorzi agrari d'Italia Coldiretti approva il piano

il casopaviaClima bollente attorno al rinnovo delle cariche del consorzio agrario Terrepadane di Piacenza del quale fanno parte anche numerosi soci di Pavia, Lodi e Milano. Uno scontro che di riflesso si accende anche in Coldiretti. Alla base delle tensioni, la possibile aggregazione di Terrepadane in Consorzi agrari d'Italia, nato dalla fusione fra vari altri enti emiliani. Coldiretti preme per un ingresso, Confagricoltura e Cia invece sono contrari. E sulla maxi-fusione si rischia uno scontro fratricida. «E' necessario che ogni territorio coinvolto nell'azione di Terrepadane abbia la possibilità di essere tenuto in considerazione, per un progetto di crescita comune per il bene e il futuro di tutte le aziende agricole socie» dice Stefano Greppi, presidente di Coldiretti Pavia, che interviene nel rinnovo delle cariche del Consorzio Agrario Terrepadane, le cui elezioni sono iniziate ieri e si concluderanno domani a Piacenza e favorevole alla fusione. Al centro dello scontro non c'è solo l'ipotesi di maxi fusione, ma anche la sede per la votazione, cioè unicamente Piacenza. «L'azione di Terrepadane si estende su un'area che comprende diverse province anche lombarde, ognuna delle quali ha le sue peculiarità e le sue esigenze _ continua Stefano Greppi, favorevole alla fusione _ Ecco perché è fondamentale concretizzare con il voto le opinioni di tutti». Il timore dei contrari alla fusione, invece, si concreta nella nuova max aggregazione all'interno della quale Terrepadane possa perdere un'importanza rappresentanza territoriale, dal momento che il centro decisionale si sposterebbe in altre regioni. E Terrepadane conta almeno il 60% dei 1500 soci iscritti a Coldiretti mentre gli altri fanno parte di Confagricoltura e Cia. Che temono, con la fusione, una perdita di peso all'interno del nuovo consorzio. --