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m. grazia piccaluga«Perchè non parliamo italiano?» propone Albert Einstein all'amico matematico Tullio Levi Civita all'inizio di un intenso scambio epistolare iniziato nel 1915. Un italiano incerto, zoppicante, che allo scienziato però evocava i giorni felici trascorsi, ancora adolescente, tra Pavia, Casteggio e Milano. Del suo legame con l'Italia, ancora poco noto, racconta attraverso ricostruzioni, testi originali e testimonianze, il docufilm "Einstein parla italiano" che andrà in onda questa sera, alle 21.10, su Rai Storia (canale 54) andrà in onda, in anteprima assoluta, per la serie "I grandi della scienza".Nato dal progetto di un gruppo di storici della scienza tra Bologna (Raffaella Simili e Sandra Linguerri), Pavia, Roma e Milano, con la regia di Alessandro Scillitani, il docufilm è stato girato in buona parte tra Pavia e l'Oltrepo, prima di trasferire la troupe a Bologna. Lo scorso autunno Scillitani si è messo sulle tracce pavesi del giovane Albert, tra via Foscolo a Pavia dove la famiglia ha vissuto in una porzione dell'antico palazzo Cornazzani, e il Naviglio dove il padre Hermann con lo zio Jacob aveva fondato una fabbrica di illuminotecnica. E poi sulle colline di Casteggio alla ricerca di ricordi e testimonianze dell'amicizia con la giovane Ernestina Marangoni. Nella villa dei Marangoni-Pelizza, al Pistornile, Albert e la sorella Maya hanno trascorso un'estate spensierata, tra passeggiate in mezzo ai vigneti, pomeriggi di musica e incursioni in pianura, sul Ticino. TRa vigneti e il suono del violino«Abbiamo scelto di raccontare questa storia usando uno strumento di evocazione - racconta al telefono Scillitani - rielaborando le testimonianze che sono giunte fino a noi, accostando immagini come il violino, le vigne, le case. Il Museo di Storia dell'Università di Pavia ci ha aperto i cassetti con le lettere che gli Einstein si sono scambiati con Ernestina della quale abbiamo a lungo cercato una fotografia, senza fortuna». I consulenti pavesi Nel seguire le orme del giovane Einstein il regista si è fatto affiancare da Lucio Fregonese, fisico dell'Università di Pavia e biografo appassionato del padre della teoria della realatività, e dallo scrittore Giorgio Scianna, lontano parente della famiglia Marangoni. A Casteggio il sindaco, Lorenzo Vigo ha messo a disposizione il materiale (scarno) recuperato. Nella villa al Pistornile, oggi abitata da nuovi proprietari, poco sarebbe stato tratto in salvo, infatti, dalle fiamme di un incendio divampato ormai diversi anni fa.Il documentario, oltre ad essere stato realizzato con interviste a esperti e a storici della scienza, è arricchito da ricostruzioni in costume di alcuni momenti salienti della presenza di Einstein in Italia.Il ruolo di Einstein è interpretato da Francesco Petruzzelli, mentre Bernardino Bonzani, Lucia Donadio e Benedetta Pigoni danno voce e volto rispettivamente a Federigo Enriques, Ernestina Marangoni e Adriana Enriques.IL nobel cento anni faesattamente 100 anni fa, nel 1921, Einstein tornò in Italia. Accettò l'invito del matematico Federigo Enriques, proprio in virtù dei bei ricordi che lo legavano al Paese. Tenne tre lezioni all'Archiginnasio di Bologna, tutte in italiano. Quello stesso anno, ricevette il Premio Nobel. Il film si sofferma sui rapporti scientifici con i colleghi italiani, sull'impegno nel sostenere la libertà e la dignità degli scienziati al di qua delle Alpi dopo il giuramento al Fascismo del 1931 e sul radicato pacifismo. --