La compagnia dialettale rimane senza la sua casa
il casoLa Compagnia dialettale pavese, quella fondata nel 1959 da Cesare Volta, organizzava le prove e si esibiva nel teatro dei Salesiani. Qui, negli spazi di via San Giovanni Bosco 4, aveva trovato casa. Un magazzino dove riporre attrezzature, scenografie e costumi. Un retropalco dove disporre dei camerini. Un palcoscenico dove andare in scena. «Ora non potremo più contare su un luogo diventato per noi un riferimento - sottolinea Doriana Calvi, presidente della Compagnia dialettale pavese -. I salesiani per anni ci hanno ospitato nel teatro dove organizzavamo le prove e portavamo in scena la commedia musicale. Ci accoglievano con gentilezza e disponibilità e ci sostenevano. E adesso siamo in difficoltà, non sappiamo dove andare. A breve ci riuniremo e affronteremo la questione».Sono una trentina, tra attori, elettricisti, truccatori e sarte, i componenti della Compagnia diretta da Cesare Bagini a cui andò il testimone dopo la scomparsa di Cesare Volta. «Da anni siamo al Don Bosco dove possiamo contare su magazzino e retropalco con i camerini per truccarsi, utilizzato anche dalle ballerine del corpo di ballo Accademy di Marilina Piemontesi - racconta Calvi -. Un teatro storico che, per la nostra famiglia, è stato una grande risorsa. Ci esibivamo qui, soprattutto per beneficienza. Ora è in allestimento una nuova commedia, scritta da Cesare Bagini, e si pensava, Covid permettendo, di iniziare le prove in autunno. Ma è chiaro che dobbiamo cercare nuovi spazi, adatti a portare in scena i nostri spettacoli e conservare le attrezzature. Il nostro obiettivo non chiudere il sipario». --st.pr.